Lo sleep sex consiste nel fare sesso nel sonno con un partner o da solo

Con il termine sexsomnia, o sleep sex, i medici intendono una vera e propria patologia che porta chi ne è afflitto a fare sesso, con un partner o da solo, durante la fase del sonno profondo. Gli atti vengono completamente cancellati dalla memoria e, al risveglio, il soggetto non ricorda assolutamente nulla di ciò che ha fatto.

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Questo particolare rende molto complicata la diagnosi precoce, in quanto il disturbo può presentarsi già in giovane età ma ci si rende conto di esserne affetti quasi sempre da adulti e, solitamente, ad accorgersi del problema è il partner.

Ma perché ciò accade? Quali sono i sintomi, le cause e come si può risolvere? Lo scopriremo insieme nel corso di questo articolo.

Sexsomnia: cos’è

La sexsomnia è un disturbo del sonno, molto simile al sonnambulismo e, per certi versi, equiparabile anche alla cleptomania.

Si tratta di una disfunzione a livello neurologico, di cui ancora non si conoscono le esatte cause, che porta il soggetto a fare sesso o masturbarsi, in maniera automatica, una volta raggiunta la fase di sonno più profondo per poi dimenticare completamente l’accaduto.

Probabilmente, il motivo di questo comportamento, ha origini nella zona del cervello dedicata alla gestione del cosiddetto ritmo circadiano, ossia quel delicato meccanismo dell’organismo che ci permette di addormentarci e svegliarci.

Alcune ipotesi sulle cause, attualmente, sono:

problemi legati al metabolismo, soprattutto degli zuccheri, che sono quelli che per la maggiore costituiscono e nutrono i neuroni;
disfunzioni neurologiche, infatti la sexsomnia è spesso correlata ad altre problematiche di interesse neurologico;
problemi a livello ormonale, soprattutto derivanti dall’ipofisi, una ghiandola posta nella sella turcica, davanti al cervello.

In alcuni casi, invece, il disturbo è transitorio e non cronico e può avere semplicemente motivazioni psicologiche come un periodo di forte stress, un momento di denutrizione (ad esempio durante il corso di diete ferree e prolungate) e/o disidratazione, un periodo di particolare tensione e nervosismo o essere una reazione a problematiche di tipo sentimentale/sessuale come una rottura imminente, una paura legata al sesso (dopo aver subito una violenza, collegate alla scoperta di disfunzioni erettili, dopo una delusione molto forte, ecc).

La sexsomnia è un disturbo del sonno

I pericoli dello sleep sex

La sexsomnia, di per sé, non è una patologia pericolosa per chi ne soffre e non mette in pericolo la vita.

Tuttavia, può portare a trovarsi in situazioni poco piacevoli o di pericolo, pertanto se si pensa di avere questo disturbo e se qualcuno con cui si è dormito (parenti, partner, amici) fa notare degli atteggiamenti strani, è bene rivolgersi al proprio medico raccontandogli l’accaduto.

Questo perché, chi fa sesso durante il sonno, potrebbe:

ferirsi accidentalmente durante i propri movimenti, soprattutto se per sesso si intende la masturbazione;
ritrovarsi a essere vittima di violenza sessuale e poi non ricordarlo neanche più ma sviluppare, inconsciamente, tutta una serie di reazioni che possono alterare significativamente la qualità della vita;
semplicemente, ridurre l’efficacia del proprio riposo che, a lungo andare, può portare a problemi di salute di una certa rilevanza.

Come si ci accorge di soffrire di sexsomnia?

Come abbiamo detto, chi fa sesso inconsapevole mentre dorme, generalmente poi non ricorda più nulla.

Tuttavia, in alcuni casi è possibile svegliarsi mentre ciò accade o avere un vago sentore di quanto successo nei primi momenti del risveglio. Se succede questo, ripetutamente, è bene rivolgersi al proprio medico.

Generalmente, però, lo sleep sex viene notato da terzi: persone conviventi (genitori), il partner, amici con cui si trascorre qualche notte insieme.

In pratica, chi soffre di sexsmonia, si alza dal letto come in sonnambulismo e inizia a masturbarsi o a tentare approcci espliciti con chi gli è vicino.

La persona è in fase di sonno quindi non reagisce agli stimoli, non risponde alle domande, difficilmente parla e se lo fa pronuncia frasi sconnesse e senza senso, spesso totalmente incoerenti rispetto a quanto sta facendo.

La diagnosi di sexsomnia: come si esegue

Per capire se qualcuno soffre di sleep sex è necessario eseguire una scansione del sonno, che è un esame non invasivo e indolore che si fa nei Centri specializzati in disturbi del sonno.

Si tratta semplicemente di un encefalogramma che consiste nell’applicazione di elettrodi prima di addormentarsi, che verranno rimossi al risveglio.

Durante il sonno, il macchinario registra tutte le azioni che il cervello ha compiuto durante il sonno, pertanto si possono notare anche le attivazioni neuronali tipiche dell’attività sessuale.

Durante un normale ciclo di sonno di 8-10 ore possono accadere anche due, tre episodi di sleep sex.

Se questo esame rileva attività sessuale inconsapevole il medico potrà consigliare altri approfondimenti quali un check up metabolico e/o ormonale e una tac o risonanza magnetica al cervello. Questo per escludere eventuali patologie sottostanti che provocano il disturbo.

Terapia della sleep sex

La sexsomnia non sempre può essere curata, qualcuno è costretto a conviverci per tutta la vita.

Ovviamente, in questo caso, sarà importante parlarne con il partner e stabilire insieme una linea guida di comportamento da attuare in caso di episodi di sesso notturno.

Alcune coppie, ad esempio, decidono di dormire in camere separate, così da trovarsi insieme solo quando hanno voglia di fare sesso in modo consapevole e di non trovarsi a dover affrontare situazioni di sonnambulismo difficili da gestire senza traumatizzare o svegliare la persona in preda a una crisi.

Esistono però alcune cure e terapie da provare che, in diversi casi, danno ottimi risultati, diminuendo nettamente il numero di episodi, rendendoli più brevi e innocui o facendoli regredire e sparire del tutto.

Curare, eventualmente, la patologia di base che scatena questo atteggiamento.
Utilizzare alcuni farmaci per la gestione del sonno, gli stessi che si usano per la terapia di altre patologie “inconsapevoli” come ad esempio il sonnambulismo e la cleptomania.
In alcuni casi funzionano alcune tipologie di antidepressivi e gli ansiolitici, che promuovono anche un sonno efficace e profondo, azzerando quasi l’attività cerebrale quando chi li assume si addormenta.
Spesso, la psicoterapia è risolutiva, soprattutto in quei casi in cui la sexsomnia è determinata da traumi psicologici, sentimentali o dall’incapacità di gestire lo stress e i periodi di forte tensione.

A tutto questo è bene abbinare uno stile di vita sano e virtuoso, che comprenda una buona alimentazione studiata apposta sulle proprie esigenze fisiologiche, un’idratazione quotidiana sufficiente e un buon livello di attività fisica che, contribuendo a stancare, aiuta anche a dormire meglio e più profondamente.

In alcuni casi è possibile ricorrere a integratori che agiscano sul buon funzionamento del cervello (magnesio), sui recettori del sonno e del relax (melatonina) e sul ricambio cellulare (proteine).

Si guarisce dallo sleep sex?

Non sempre purtroppo. Questa patologia, molto delicata e molto diversa da soggetto e soggetto, è ancora oggetto di studio in neurologia e psichiatria.

Si sono fatti diversi passi avanti, trovando alcune soluzioni che hanno funzionato ma questo è molto soggettivo e ciò che funziona per qualcuno potrebbe non avere nessun riscontro su altri.

Vale comunque la pena, se si pensa di essere affetti da sexsomnia, affrontare tutto il percorso diagnostico e tentare la terapia consigliata dallo specialista.

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