Sessualità: periodo refrattario differenze tra uomo e donna

Si sente spesso parlare, nell’ambito della sessualità, del periodo refrattario. Ma siamo sicuri di sapere esattamente cos’è, in cosa consiste, come si manifesta e quali siano le differenze tra quello dell’uomo e della donna? In questo articolo cercheremo di soddisfare tutte le curiosità, e le perplessità, che aleggiano attorno a questo argomento.

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Cos’è il periodo refrattario

Scientificamente, il periodo refrattario è il tempo di recupero tra la possibilità di avere un rapporto sessuale completo e un altro.

In genere, è una cosa che preoccupa e interessa più gli uomini che le donne, perché loro hanno bisogno di un po’ di tempo prima di poter avere una nuova erezione dopo aver eiaculato una prima volta.

sessualità il periodo refrattario
Tuttavia, non tutti sanno che anche le donne necessitano di godere del periodo refrattario per poter vivere appieno la sessualità e un successivo orgasmo.

Perché serve il periodo refrattario?

L’erezione del pene è un meccanismo che avviene grazie a un’improvvisa e più alta concentrazione di sangue nella zona genitale.

In presenza di eccitazione, fisica o mentale, il cervello maschile invia grandi quantità di sangue ai genitali che, grazie alla pressione dei tanti vasi che irrorano l’asta, possono passare dalla posizione di riposo a quella turgida ed eretta.

Naturalmente, maggiore è il coinvolgimento psico-emotivo (e di conseguenza la frequenza cardiaca e la potenza di gittata) più lungo sarà il tempo di erezione.

Una volta avvenuto l’orgasmo, a causa del fisiologico rilassamento, il pene torna in posizione di riposo. Prima di poter avere una nuova erezione è necessario aspettare un po’. Molti uomini, però, si domandano “quanto” tempo è ritenuto normale che passi tra un’erezione e l’altra.

Sessualità: quanto dura normalmente il periodo refrattario maschile?

In giovane età, quindi fino ai 25-30 anni, il periodo refrattario maschile è relativamente breve. La maggior parte dei ragazzi riesce ad avere anche 2-3 rapporti nel giro di un’ora, con pause che non vanno oltre i 15 minuti.

In ogni caso, si tratta sempre di dati molto indicativi perché la soggettività incide tantissimo su queste cose. Con il passare degli anni, i tempi di recupero si allungano.

Dopo i cinquant’anni è da ritenersi assolutamente normale avere un solo rapporto e poi necessitare di svariate ore, anche un intero giorno, prima di poterne avere un altro.

I fattori che allungano il periodo refrattario maschile

Come dicevamo poco fa, i tempi del periodo refrattario sono comunque molto variabili e soggettivi.
Ad esempio, può allungarsi se:

non esiste gran coinvolgimento con la partner;
non si è particolarmente eccitati;
si è stanchi, stressati, preoccupati;
non ci si sente a proprio agio;
si è abusato recentemente con alcolici, caffeina o teina;
si stanno assumendo farmaci, anche banalmente antibiotici o antinfiammatori da banco, che possono rallentare tutte le funzioni fisiologiche e metaboliche.

Bisogna anche tenere presente la propria fisicità soggettiva. Ci sono uomini che recuperano, dopo un rapporto sessuale, in pochi minuti e altri che necessitano di tempistiche più lunghe.

Generalmente, un periodo refrattario lungo non è mai considerato un problema della sessualità. Ci si deve preoccupare solo in alcuni rari casi, che sono:

l’impossibilità di raggiungere la prima erezione anche se ci sente eccitati e coinvolti;
l’impossibilità di avere un’erezione almeno ogni 24 ore, soprattutto se si hanno meno di cinquant’anni.

Questi potrebbero essere gli unici sintomi utili ai fini della diagnosi di un problema erettile o psicologico verso la sessualità.

Sessualità e periodo refrattario nell’uomo: quantifichiamo!

Riassumendo, si può ritenere normale:

un periodo refrattario variabile tra i 10-15 minuti e l’ora fino a 25 anni;
da un’ora a tre ore dai 25 ai 45-50 anni;
fino a 24 ore dopo i 50 anni.

E’ corretto però sottolineare che, la stragrande maggioranza degli uomini sani e che vivono la propria sessualità in maniera serena, riescono tranquillamente ad avere più rapporti ravvicinati fino in età ampiamente matura. Soprattutto se sono molto coinvolti o se stanno sperimentando una nuova storia d’amore.

Il periodo refrattario femminile

Tecnicamente e fisicamente una donna può avere tutti i rapporti sessuali che desidera senza necessità di pause tra l’uno e l’altro.

Un altro vantaggio tutto femminile è quello di poter addirittura provare più orgasmi nell’ambito dello stesso rapporto.

Verrebbe quindi da pensare che la sessualità femminile non prevede periodo refrattario. Non è esattamente così o, almeno, non lo è per tutte. Infatti, seppure l’anatomia femminile non necessita di pause tra una penetrazione e l’altra, dopo un orgasmo anche la donna sperimenta un momento di completo relax, dato dalle endorfine che si sprigionano dopo un intenso benessere.

In quella fase, generalmente, non ha desiderio di ulteriori stimoli sessuali. Siccome la sessualità femminile è strettamente correlata alla mente e alla psiche, si può definire questa fase come periodo refrattario della donna.

Quanto dura il periodo refrattario nella donna?

A sorpresa, scopriamo che il periodo refrattario femminile è molto più lungo di quello maschile.

Una donna soddisfatta dell’orgasmo che ha appena provato, generalmente, non sente più la necessità fisica di avere rapporti sessuali anche per diversi giorni.

Naturalmente nulla le vieta di averne comunque, soprattutto se ha di fianco un partner che ama e che le piace fisicamente, ma il suo bisogno primario è soddisfatto e non ha bisogno di ulteriori conferme.

Sessualità: differenze tra periodo refrattario maschile e femminile

Abbiamo stabilito che sia uomini che donne vivono il periodo refrattario post-coitale. L’unica analogia è questa: entrambi, dopo l’orgasmo, sono così rilassati e soddisfatti da non sentire più alcun bisogno di essere ulteriormente stimolati sessualmente.

Le differenze:

l’uomo ha necessità fisica di recupero tra un’erezione e l’altra mentre per la donna si tratta più di una questione psicologico-emotiva;
l’uomo, generalmente, finito il periodo refrattario ha nuovamente desiderio di avere rapporti, se è ancora eccitato. La donna, invece, dopo un orgasmo soddisfacente non sente più la necessità fisica di sessualità ma, piuttosto, preferisce prolungare il più possibile il languore post-rapporto con azioni che stimolano l’affettività e la psiche come coccole, chiacchierate, momenti intimi e romantici;
nessun uomo dovrebbe preoccuparsi della durata del suo periodo di recupero tra due rapporti, a meno che questa non superi le 24 ore e che questa sia la regola (se per una volta accade di non raggiungere l’erezione per un’intera giornata non è assolutamente preoccupante a livello medico ma potrebbe semplicemente dipendere dallo stress, dalla stanchezza, da un pasto troppo laborioso da digerire o dall’aver esagerato con birra o vino).

Importante da sapere

Il periodo refrattario, sia maschile che femminile, può variare per mille motivi. Ad esempio tra il primo e il secondo rapporto può essere molto breve e poi diventare lunghissimo tra il secondo e il terzo.

Può variare da un giorno all’altro in base alla situazione, alla forma fisica della giornata, al livello di stress. Il consiglio è quello di non farci troppo caso e vivere la sessualità con spontanea allegria, assecondando i ritmi del proprio corpo.

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