Sesso senza amore o amore senza sesso?

Le relazioni sono la cosa più personale che possa esistere al mondo. Ognuno di noi ha un modo soggettivo di vivere i sentimenti, obiettivi sentimentali ed esigenze affettive diverse. Si può dire, senza rischio di sbagliare, che non esisterà mai una coppia uguale all’altra.

iscriviti ora su incontri-casuali.eu

Eppure ci sono comunque dei segnali a cui fare caso, per comprendere se la relazione che si sta vivendo è sana e può portare alla felicità oppure no. Molte persone preferiscono dedicarsi al sesso senza amore. Mentre altre hanno bisogno di amore ma ricusano, o comunque non ne necessitano, il sesso. Possono funzionare dei rapporti a metà?

Sesso senza amore

Diciamo subito che proclamare di essere persone che si dedicano al sesso senza amore, a volte, è una questione di moda o solo di volersi dipingere in modo trasgressivo e libero. Esiste un silente stereotipo per il quale la gente tende a pensare che chi dice a gran voce di amare il sesso, non necessariamente legato a un sentimento, possa risultare più accattivante, interessante, appetibile.

Forse, è davvero così. Almeno a livello iconico. Un uomo che sostiene di essere un fervido amante, che ama indistintamente tutte le donne e non ha bisogno di sentirsi coinvolto per vivere folli passioni, appare un po’ come un eroe da romanzo erotico e dà l’idea di essere esperto e sapiente per quanto riguarda le ars amandi.

sesso senza amore o amore platonico senza sesso?
Una donna, ancora di più, dà l’impressione di essere una preda facile e una grande promessa a letto, perché esperta e senza limiti e tare mentali. Tuttavia, scandagliando più a fondo l’argomento, sono davvero poche le persone che, nella vita, cercano esclusivamente sesso senza amore.

Questo perché:

l’affettività è una componente di cui l’essere umano ha bisogno fisiologicamente. Fin dalla nascita, il bambino, prova benessere esclusivamente se può avere dei contatti fisici con la mamma, o con chi si occupa di lui;
nel corso della vita tutti, chi prima chi dopo, sentono la necessità di un rapporto che inneschi radici, è un riflesso arcaico del nostro cervello rettiliano, quello legato alle origini;
da giovani è anche possibile che si pensi soprattutto al divertimento e ai bisogni fisici ma, inevitabilmente, arriva un momento nella vita in cui si ha bisogno di sapere di poter contare su qualcuno e di essere benvoluti anche per la propria personalità e le proprie qualità, non solo per il fisico e le capacità di provocare piacere.

Nonostante questo esistono, certamente, relazioni in cui c’è sesso senza amore e funzionano, magari, anche per anni.

In genere si ricercano questo tipo di rapporti in situazioni particolari:

da adolescenti, quando il sesso è una novità tutta da scoprire, e si ha voglia di sperimentarlo in tutte le sue sfaccettature senza doversi per forza legare;
nei periodi di transizione tra una relazione importante e l’altra, per riacquistare autostima, per sentirsi ancora sul mercato, per distrarsi dalla delusione subita.

Infine, esistono anche persone che non hanno davvero voglia di legarsi e assumersi la responsabilità di un’altra persona o, peggio ancora, di una famiglia.

In realtà, chi proprio ricusa a priori la possibilità di poter provare dei sentimenti profondi, dovrebbe ricercare la causa di questo atteggiamento dentro di sé. Gli anaffettivi, generalmente, hanno anche altre problematiche nella gestione delle relazioni, personali e professionali.

Quali sono i sintomi dell’anaffettività che portano a desiderare solo sesso senza amore?

Chi non è in grado, neanche da adulto, di provare sentimenti profondi per un’altra persona, dovrebbe interrogarsi sulla possibilità di soffrire di anaffettività.

Si tratta di un disturbo della sfera relazionale che, se trascurato, può provocare insoddisfazione costante, frustrazione, infelicità.

I sintomi:

incapacità totale di sviluppare rapporti basati sull’affetto, quindi non si hanno amicizie di lunga data né persone di riferimento da chiamare in caso di bisogno;
rapporti superficiali e tendenza a scappare ogni volta che si pensa che quella persona potrebbe far scaturire qualche sentimento più profondo;
poco dialogo e poca fisicità anche con i parenti, ad esempio non avere l’abitudine di salutare con baci e abbracci i genitori, i fratelli, le sorelle.

Spesso, gli anaffettivi vivono da soli e, dato molto interessante, tendono a escludere a priori anche l’idea di prendere con sé un cucciolo che possa far loro compagnia. Lo vedono come un fastidio, come un impegno, come un ostacolo ai loro ritmi di vita. Esattamente la stessa cosa che provano nei confronti dell’idea di una relazione stabile, di una convivenza o un matrimonio.

Spesso sono figli di genitori altrettanto anaffettivi. Perché l’educazione sentimentale non è quasi mai una questione genetica ma ambientale. Chi cresce con una madre poco affettuosa o con un padre che lesina carezze e abbracci corre il rischio di diventare un adulto anaffettivo.

Amore platonico, ovvero senza sesso

Se da un lato ci sono gli estimatori del sesso senza amore, dall’altro esistono persone alla costante ricerca di amore, affetto e attenzioni che, però, hanno qualche problema nel vivere con gioia e pienamente la sessualità.

In certi casi, una relazione platonica può essere considerata sana e perfettamente normale.

Ad esempio:

le coppie di lunga data, ormai anziane (anche se il sesso in terza età non è controindicato e molte persone non più giovani ne godono con totale serenità, abitudine tra l’altro sana e che fa bene a corpo e mente);
in alcuni periodi della vita, per esempio durante la gravidanza della compagna, se questa è a rischio e sono sconsigliati rapporti sessuali;
all’inizio di relazioni un po’ complicate, quando si immagina che il sesso prematuro possa compromettere il sentimento che sta nascendo.

In altri casi, invece, anche l’amore senza sesso deve far riflettere sul perché si voglia escludere una cosa bella e naturale come la sessualità dalla propria relazione di coppia.

Quando l’amore senza sesso coincide con un problema di sessualità

Nonostante tutto, il sesso, nella nostra società, è ancora un tabù.

Se da un lato molti ormai ne parlano apertamente e lo considerano, giustamente, una parte della vita come le altre, molti altri pensano ancora che la felicità sessuale sia un peccato. Questo concetto limita moltissimo anche l’affettività delle relazioni.

Quando sospettare di avere un problema nei confronti della propria sessualità:

se, anche amando una persona profondamente, non si ha voglia o addirittura si teme il momento in cui si avranno rapporti fisici;
quando ci si accorge che il sesso diventa un dovere per far contento il partner ma da cui non si trae alcun piacere né desiderio;
in tutti i casi in cui il sesso fa paura.

Questo può succedere alle persone che non sono cresciute. Esiste una vera e propria Sindrome di Peter Pan che non è, come tutti pensano, quel modo di dire che rende le persone sempre sbarazzine e dallo spirito leggero. Ma una difficoltà di sviluppo della personalità adulta.

Chi ne è affetto si sente sempre piccolo, bambino e, di conseguenza, molto interessato a ricevere coccole e attenzioni ma che non sfocino in giochi cosiddetti da adulti.

Più complicato, invece, il discorso di chi teme il sesso o fa fatica a trarne piacere a causa di brutte esperienze vissute in passato o, addirittura, violenze.

In questi casi limite il consiglio è sempre quello di rivolgersi a un terapista che possa aiutare a superare il trauma. E, magari, a ricominciare a vivere la vita in tutte le sue sfumature, sesso incluso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.