Sesso e affettività: chi sta riscoprendo la bellezza del sesso con amore?

Uno dei temi più discussi e più controversi in ambito di sessualità è l’annosa domanda: meglio sesso con amore o sesso selvaggio, libero e scevro da qualsiasi coinvolgimento? Le fazioni dovrebbero essere solo due e, invece, si scopre che ci sono infinite sfumature che ognuno disegna su se stesso, sulle sue esigenze ma anche sulle situazioni e sui fattori ambientali e circostanziali che sta vivendo.

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In questo periodo in cui tutti siamo costretti a vivere secondo regole uguali come cambia questo concetto? Ci manca più l’affettività e il contatto fisico amorevole con gli altri o sentiamo maggiormente la mancanza del sesso puro, divertente, sfrenato e senza pregiudizi e preconcetti?

Il sesso è un’esigenza, l’affettività è innata

Secondo alcune teorie psicologiche, il sesso è una vera e propria esigenza fisiologica che si innesca, nell’essere umano, a partire dalla tarda pubertà. Quindi, all’incirca, attorno ai 13-14 anni.

Quando si parla di esigenza fisiologica si intende un vero e proprio bisogno fisico che corpo e cervello chiedono prepotentemente di soddisfare, pena un malessere generale e mentale che può anche sfociare in serie disfunzioni. Ad esempio, la frustrazione sessuale può portare:

annientamento dell’autostima, con conseguente depressione e incapacità di relazionarsi socialmente in modo sano;
difficoltà nella gestione dei sentimenti negativi come l’ansia, la rabbia.

Ma anche veri e propri disturbi fisici e non solo legati ai genitali:

disfunzioni erettili anche in giovanissima età;
mutazione o anomalie del ciclo mestruale, che è influenzato anche dall’umore;
calo di appetito o, al contrario, fame nervosa, con conseguente pericolo di ammalarsi di disturbi dell’alimentazione;
insonnia.

La carenza di sesso, quindi, comporta l’avvento di malesseri paragonabili a quelli che possono insorgere se si dorme male, se ci si nutre in modo sbagliato, se non si ha una buona regolarità intestinale.

Da ciò si evince, scientificamente, che il sesso è un bisogno primario come mangiare, dormire, bere, espletare le normali funzioni fisiologiche.

affettività sesso con amore
L’affettività, invece, ha radici totalmente diverse. E’ innata. Nasce con l’individuo. Il neonato, così come il cucciolo, fin dal primo vagito cerca istintivamente la madre, un contatto fisico e rassicurante.

L’affezione verso gli altri, che siano i genitori, i parenti, gli amici è presente dal momento della nascita nell’essere umano e si affina man mano, crescendo e vivendo situazioni ed esperienze.

Così il bambino impara a voler bene ai suoi amichetti dell’asilo, poi proverà i primi batticuori, da adulto trasformerà l’affettività in amore per un’altra persona, in amicizia, in stima verso i colleghi.

Quando manca questo tassello le ripercussioni possono essere molto più gravi rispetto a quelle che comporta la semplice mancanza di sesso. Le persone che non si sentono amate, e che non amano, possono:

subire cambi di personalità fino a disumanizzarsi;
cadere in grave depressione;
ammalarsi seriamente di anoressia, bulimia, o bindge eating;
avere impatti negativi sulla psiche, anche sfociando in vere e proprie patologie psichiatriche come bipolarismo, schizofrenia;
arrivare addirittura al suicidio o, in altri casi, all’omicidio.

Ce lo insegnano i casi di cronaca nera. Spesso i profili dei serial killer riportano infanzie difficili o situazioni familiari e coniugali in cui manca l’amore. Ancora più spesso queste caratteristiche sono tipiche di chi si toglie la vita.

Sesso e affettività: due cose che possono amalgamarsi

Ci sono persone perfettamente in grado di scindere sesso e amore. Ne fanno parte i single incalliti ma anche i traditori seriali.

Sono quelle persone che vivono la vita con allegra leggerezza, assaporandone tutti i gusti senza imporsi troppe etichette e sovrastrutture. Riescono a vivere la sessualità per quella che è: un bisogno fisiologico da soddisfare e l’affettività con la serietà, la profondità e il rispetto che merita.

Altre persone, invece, dichiarano che non potrebbero mai fare sesso con qualcuno di cui non sono perdutamente innamorate.

Naturalmente, essendo opinioni soggettive, sono entrambe assolutamente rispettabili. Tuttavia, quando per qualche motivo si viene privati sia del sesso che dell’affettività, la risposta sembra unanime: in un primo momento manca il sesso. Dopo qualche settimana il problema più difficile da affrontare è invece la mancanza di calore umano.

Sesso vs affetto: pare vincere il secondo

Il periodo difficile che stiamo vivendo ha portato i sessuologi e i sociologi a fare due riflessioni:

per la maggior parte delle persone il sesso è visto come qualcosa di divertente e ludico;
gran parte della popolazione desidera fortemente vivere rapporti umani puliti, puri, basati sugli abbracci, le pacche sulle spalle e le strette di mano.

Bisogna ammettere che questa è una scoperta estremamente positiva. In un Paese considerato bigotto, pieno di tabù e ormai anaffettivo a causa dell’uso smodato dei Social, questi dati sono un piacevolissimo fulmine a ciel sereno.

Ci fanno capire che non è vero che gli italiani sono indietro anni luce rispetto ad altre culture ma che, invece, hanno una concezione del sesso sana e assolutamente all’avanguardia: non un mero modo di riprodursi, non un dovere coniugale ma una parentesi di pura goduria per corpo e mente. Un gioco divertente, una parte della vita dedicata esclusivamente a procurarsi un fisiologico e sano piacere.

Tant’è che, di fronte a un’emergenza sanitaria così grande come quella che stiamo vivendo, sono pronti a metterlo in secondo piano rispetto invece agli affetti. Come se riconoscessero che è qualcosa di bello, di meraviglioso ma che comunque in caso di necessità può essere messo al secondo posto.

Infatti, al momento, gli italiani stanno stringendo i denti per superare più che altro la mancanza di affettività. Molti dicono che manca loro l’uscita settimanale con gli amici di sempre, o il pranzo della domenica dai genitori, o l’incontro bisettimanale con i compagni di palestra o piscina.

Mentre durante i primi giorni di isolamento si scherzava molto sull’impossibilità di fare sesso adesso l’amara ironia viene fatta sull’impossibilità di abbracciarsi o di fare una passeggiata mano nella mano.

Come cambierà la nostra sessualità dopo questo periodo che ci vede asessuati e anaffettivi per forza?

L’esperienza che stiamo vivendo tutti, dura e faticosa, ci sta insegnando qualcosa di cui potremmo fare tesoro per imparare, quando tutto sarà finito, un nuovo modo di vivere la sessualità. Più completo, più profondo e anche più soddisfacente per noi stessi e per il nostro partner.

Stiamo riscoprendo il valore dell’affetto nel senso più puro del termine. Ci stiamo rendendo conto quanto sia bella e importante una carezza, quanto valore possa avere un bacio di saluto, quanto sia meraviglioso potersi abbracciare quando ci si incontra o quando la propria squadra del cuore segna un gol.

Quando la pandemia sarà passata e saremo nuovamente liberi di vivere la nostra vita, quest’esperienza quasi mistica potrebbe aiutarci a diventare amanti migliori. A godere profondamente anche di un’avventura di una sera. Ricordandoci che il sesso, se non è condito da carezze, baci, abbracci e ammiccamenti è l’equivalente di un pranzo o una cena.

E’ l’affettività che rende speciale un rapporto sessuale. Che non significa dover prendere un impegno o intraprendere una relazione seria. Ma, semplicemente, vivere ogni momento di condivisione con un’altra persona dandole tutto il valore che ha e che stiamo imparando oggi a riconoscere.

Quindi sì alla serata mordi e fuggi con il partner adocchiato in discoteca perché il sesso è anche questo, novità, velocità, avventure inaspettate. Ma sì anche a rendere comunque l’occasione speciale. Vivendola come se fosse l’amore della vita. Anche se il giorno dopo finirà.

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