Sesso dopo il matrimonio: come mantenere accesa la fiamma del desiderio

Sul matrimonio esistono molte credenze e dicerie. C’è chi lo definisce la tomba dell’amore e chi sostiene a gran voce che sia, invece, il massimo coronamento di un sentimento, desiderio fisico incluso.

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In realtà, a dispetto di chi pensa che nel corso degli anni la passione tenda a scemare, esistono moltissimi matrimoni decennali che procedono senza mai perdere intensità. Quale sarà il segreto di queste coppie soddisfatte, a parte l’imprescindibile amore unito al rispetto e all’affetto?

È vero che il desiderio svanisce dopo i primi mesi di passione?

Alcuni sondaggi condotti da sessuologi e sociologi evidenziano come, la maggior parte delle persone, sia convinta che l’attrazione fisica e la passione siano sentimenti effimeri, destinati a consumarsi dopo pochi mesi di relazione.

il sesso dopo il matrimonio
Sempre secondo il sentire comune, finito questo momento di grande carica sessuale ed erotica la storia può naufragare oppure trasformarsi in un sentimento più profondo ma meno basato sul sesso.

Non è del tutto così. In effetti, la pura attrazione fa parte della fase dell’innamoramento: quel momento in cui due persone si attirano esclusivamente a livello inconscio e istintivo. L’amore, sentimento più profondo e complesso della pura attrazione, sopraggiunge dopo.

Questo non significa però che, terminata la fase di innamoramento e corteggiamento reciproco, debba per forza finire anche la passione. Il sesso dopo il matrimonio, se ci si ama e se si vive la propria fisicità in modo sano e libero, non è una chimera, anzi, può addirittura rivelarsi più soddisfacente di quello dei primi periodi di conoscenza.

La differenza tra il sesso fine a se stesso e il sesso dopo il matrimonio

All’inizio di qualsiasi relazione, come chiunque avrà sicuramente sperimentato nella propria vita, il sesso è l’ingrediente principale. Questo perché le storie d’amore si costruiscono in due fasi ben precise, regolate da due diverse zone del cervello e quindi indipendenti dalla volontà. Ecco cosa succede.

Fase di innamoramento

Si tratta del momento in cui due persone iniziano a percepire, reciprocamente, un interesse sessuale. L’attrazione è fondamentale nell’innamoramento. Tutti gli altri sentimenti: stima, affetto, amicizia e simpatia possono rappresentare sicuramente anch’essi l’inizio di una relazione che evolverà in un rapporto solido ma non sono sufficienti per parlare di innamoramento. Si stima che le relazioni che iniziano con un innamoramento adrenalinico e basato su un potente desiderio sessuale, abbiano più possibilità di evolvere in matrimoni in cui il sesso non viene a mancare neanche dopo molti anni.

Fase della maturazione dei sentimenti

In un secondo momento, quando entrambe le persone coinvolte nella relazione hanno appagato quello che è il loro bisogno primario, ossia soddisfare la reciproca voglia fisica, la relazione può evolvere ed arricchirsi di sentimenti più profondi. Nelle storie iniziate con l’innamoramento, infatti, amore e stima sopraggiungono dopo, con la conoscenza, la frequentazione e la condivisione di idee, progetti ed esperienze. È questa la fase più delicata di un rapporto a due, definita da qualche esperto “switch” nell’accezione di “giro di boa”. In questo momento della relazione, infatti, può finire del tutto la voglia di stare insieme o si può passare ad una fase più profonda e propositiva.

Il sesso dopo il matrimonio: come mantenere sempre acceso il desiderio?

In teoria, seppure si ammette la possibilità di un fisiologico calo del puro desiderio sessuale al sopraggiungere di sentimenti più profondi, il sesso soddisfacente dopo il matrimonio non è considerata un’eccezione ma qualcosa di normale e naturale che sperimentano, ogni giorno, milioni di coppie.

D’altro canto, però, alcune condizioni tipiche della convivenza e del passaggio ufficiale all’età adulta, possono rappresentare un ostacolo ad una vita sessuale piena e vivace. Ecco quali sono i principali nemici del sesso dopo il matrimonio:

i ritmi di lavoro serrati: quando ci si sposa si passa, generalmente, dal vivere sotto il tetto dei genitori a diventare co-responsabili di una famiglia propria. Questo comporta, ovviamente, doversi assumere responsabilità maggiori, soprattutto economiche. Se entrambi i coniugi lavorano, ad esempio, sarà meno agevole trascorrere del tempo di qualità insieme, soprattutto se i turni non coincidono;
il cambio di prospettiva: da fidanzati ci si dava degli appuntamenti, si aspettava con ansia il momento giusto per stare insieme, ci si preparava con cura. Tra un incontro e l’altro, però, ognuno poteva godere del proprio tempo. La convivenza elimina l’adrenalina dell’attesa e costringe alla continua compagnia reciproca, togliendo ad entrambi i partner due elementi importantissimi in una storia;
le preoccupazioni: i soldi che non bastano mai, la gestione della casa, le problematiche lavorative o di salute, col matrimonio diventano una parte importantissima di tutte le conversazioni tra i partner, togliendo spazio alle chiacchiere piccanti e stimolanti ed al corteggiamento;
i figli: quando in una coppia nasce un bimbo, ovviamente tutte le attenzioni convergono su di lui. In questa fase di vita splendida ma molto delicata, il sesso viene spesso accantonato per mesi.

Il primo consiglio per i neo-sposi, quindi, è quello di evitare che il cambio di vita e i nuovi problemi distruggano completamente il desiderio reciproco. Nonostante tutto, pur non sottovalutando né trascurando figli e problemi quotidiani, è importante non dimenticarsi mai quanto il proprio partner sia attrattivo e seducente.

Consigli pratici per continuare a fare sesso dopo il matrimonio e vivere una relazione felice ed appagante

Esistono alcuni trucchi pratici da poter mettere in atto per evitare che il sesso post-matrimonio diventi solo un lontano ricordo? Sì! Eccone un elenco:

– evitare di porre, mentalmente, il partner in una posizione di “familiare” equiparandolo a un fratello o sorella. Questo è l’errore più comune che si riscontra nelle coppie sposate che lamentano insoddisfazione sessuale.

La convivenza tende a far assumere alcuni atteggiamenti, per praticità, deleteri per il desiderio sessuale. Ad esempio: andare abitualmente in bagno insieme, lasciare che la moglie o il marito assistano alle proprie cure di bellezza, non fare più attenzione al proprio aspetto seduttivo e a ciò che si indossa. Tutte queste piccole cose, nel tempo, lavorano sull’inconscio dei coniugi.

A lungo andare, senza neanche rendersene conto, si tenderà a vedere il proprio compagno o compagna come “una persona di famiglia”. Questo è sicuramente un ottimo segnale di rapporto amoroso maturo e solido ma, purtroppo, non un altrettanto buon indicatore di passione sessuale;

– concedersi, a seconda delle possibilità, almeno una o due serate al mese solo per se stessi: si possono mandare i bambini a dormire dai nonni o affidarli ad una babysitter, in modo da poter godere di qualche ora da vivere come ai tempi del fidanzamento.

In queste occasioni è importante dedicare delle attenzioni speciali al proprio aspetto, prepararsi accuratamente e cercare di ricreare l’atmosfera e le sensazioni della fase di innamoramento;

– non fare l’errore di dare il partner per scontato: quando si ha una persona sotto gli occhi ogni giorno, purtroppo, anche inconsciamente si perde il vista il suo potenziale. Senza esasperare né esagerare il concetto, è importante somministrare al proprio partner un pizzico di gelosia ogni tanto.

Se, ad esempio, un collega o una collega fanno un apprezzamento, è bene raccontarlo al proprio marito o moglie. Queste piccole confidenze servono a tenere viva l’attenzione su di sé ed a passare il messaggio di “essere ancora oggetto di desiderio altrui”, cosa che a volte può essere dimenticata, nel vortice della vita quotidiana.

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