Sesso: come cambia il piacere a seconda dell’età

Chi non è più propriamente un ragazzino alle prime armi lo sa: il sesso è sempre un piacere, fin dalla sua scoperta in età infantile, ma cambia e si modula nel corso del tempo.

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Per qualcuno questi cambiamenti sono una sfida e una sorpresa continua. Per altri, invece, possono rappresentare dei fattori di destabilizzazione e portare a chiudersi nei confronti della sessualità.

Invece, bisognerebbe pensare che, nella vita, non si smette mai di crescere, evolvere e maturare. Sia a livello fisico che psicologico. E questo avviene anche nella sfera sessuale.

Percepire differentemente il piacere, avere bisogno di stimoli e situazioni diverse, provare emozioni nuove fa parte del naturale percorso biologico di continuo mutamento.

Non deve spaventare ma va accolto con entusiasmo e con curiosità. Solo così ci si può garantire una serena vita sessuale dalla giovinezza alla terza età.

La sessualità nasce e muore con noi

A differenza di quanto alcuni dettami sociologici, spesso anche viziati da una visione moralistica e strettamente legata alla religione, vogliono inculcarci, la sessualità è un bisogno primario dell’essere umano.

Come la fame, la sete e il bisogno di dormire.

Esattamente come queste necessità fisiologiche, il bisogno di contatto fisico e di provare piacere nasce e muore con l’individuo.

È presente fin dal momento in cui il neonato viene al mondo e placa il suo pianto solo grazie al contatto tattile con la mamma fino all’ultimo giorno di vita, anche la più lunga, vissuta e soddisfacente.

Non c’è niente di sbagliato in questo ed è tutto assolutamente normale e naturale.

Naturalmente, le sensazioni e i bisogni cambiano in base all’età.

Come affrontare serenamente evoluzione e cambiamento in questa delicata ma fondamentale sfera della propria vita?

il sesso in età avanzata

La sessualità infantile

La voglia di contatto fisico è presente già nei neonati e nei bambini.

Ovviamente, quando si è piccoli e immaturi sessualmente, non si percepisce questo desiderio con malizia ma solamente nella sua essenza più pura.

I bambini piccoli hanno terribilmente bisogno del contatto fisico, soprattutto con la mamma.

Tutti i pediatri consigliano, fin dal primo giorno di vita del bambino, di dedicargli lunghe sessioni di coccole, massaggi.

Oltre, naturalmente, laddove possibile, i momenti intensi ed empatici dell’allattamento.

Questo perché l’essere umano ha bisogno di sentire l’affetto sulla pelle, di stare vicino fisicamente a chi ama.

Crescendo, i bimbi scoprono da soli che toccando alcune parti del loro corpo provano sensazioni più piacevoli rispetto a quando ne toccano altre.

Sono comportamenti naturali che vanno certamente limitati per evitare situazioni imbarazzanti in pubblico ma che non andrebbero mai colpevolizzati né fatti percepire come sbagliati, peccaminosi o sporchi.

Sesso e adolescenza

Tuttavia, anche se fin da piccolo un bambino inizia a percepire il piacere carnale, è solo durante l’adolescenza che ne prende coscienza.

L’età che va dai circa 13-14 anni in su è ben conosciuta da tutti come quella in cui si scopre, effettivamente, l’autoerotismo.

L’adolescente impara l’arte della masturbazione.

E la pratica a volte anche talmente spesso da sfiorare l’ossessione.

Nonostante quello che si pensi, questo è un comportamento molto sano.

Infatti aiuta il ragazzo o la ragazza a:

conoscere il proprio corpo;
imparare e individuare i propri gusti e preferenze sessuali;
stringere con il sesso un rapporto sano;
sentirsi più sicuro/a in vista della sua prima volta.

Sesso in età adulta

Per età adulta possiamo intendere la fascia d’età che va dai 18 anni fino ai 50, momento in cui si inizia a parlare di mezza età e iniziano a intravedersi i primi cambiamenti fisici della maturità.

Generalmente, sia uomini che donne, vivono la loro fase sessuale più intensa proprio in questo arco temporale della loro vita.

Quando si è più giovani il sesso è sicuramente una scoperta continua, nonché un’occasione per sperimentare nuove situazioni e sensazioni e anche per acquisire esperienza, da sfoggiare poi con altri partner.

Quando, invece, la vita porta a fare una scelta monogama, quindi un rapporto serio e stabile o un matrimonio, forse si inizia già a dare al sesso una connotazione un po’ diversa da un modo per divertirsi e provare piacere.

Statisticamente, attorno ai 30 anni, il sesso viene relegato a una condivisione con un solo partner fisso e, in alcuni casi, esclusivamente a un modo per concepire.

Per poi, sempre statisticamente, rivivere una fase verdeggiante e stimolante tra i 45 e i 50.

Momento in cui molte persone divorziano o concludono la prima storia importante e, automaticamente, si rimettono sul mercato con la voglia e l’entusiasmo di rivivere una seconda giovinezza anche a livello sessuale.

Durante l’età adulta il sesso, quindi, rischia di diventare addirittura una routine.

Perché? Perché non si ha l’entusiasmo adolescenziale e la voglia d’avventura ma resta comunque una pulsione costante.

Sesso dopo i cinquant’anni

50 anni è un traguardo che, generalmente, rappresenta la metà della vita, la mezza età.

Le donne, verso questo periodo, si avviano alla menopausa e gli uomini notano un drastico calo di testosterone, con tutti i sintomi che ne derivano tanto per le prime quanto per i secondi.

Attorno ai cinquant’anni, generalmente, il bisogno e il desiderio sessuale cominciano a registrare una battuta d’arresto. Quantomeno nella quantità. Non certo nella qualità.

Ciò significa che si potranno notare i seguenti cambiamenti:

si desiderano meno rapporti mensili;
si pensa al sesso meno volte durante il giorno;
per gli uomini cala il numero di polluzioni notturne e di risvegli con erezioni naturali;
nelle donne diminuisce il desiderio spontaneo ma resta immutato quello provocato.

Cosa vuol dire in pratica? Che, probabilmente, dopo i cinquanta si abbandona il concetto di sesso e desiderio sessuale fine a se stesso.

Ma questo non vuol dire che, in una situazione stimolante, questo non ci sia e non si presenti.

Come dicevamo all’inizio si riduce la quantità ma non la qualità del sesso.

Ad esempio, le donne non avranno voglia di sessualità e di autoerotismo ma il desiderio si risveglierà nel momento in cui hanno vicino una persona che le intriga e interessa soprattutto a livello empatico, emozionale e mentale.

Per gli uomini, ugualmente, non sarà più solo una questione di bisogno fisiologico ma ritroveranno tutto il loro vigore nel momento in cui si troveranno a vivere una situazione stimolante soprattutto a livello intellettuale ed emotivo.

Il sesso in terza età

E se parliamo di sesso in età matura? Ad esempio dopo i 65 anni? È vero che il desiderio e la prestanza fisica spariscono?

È vero che gli anziani non pensano e non fanno più sesso? La risposta è no.

La sessualità può essere vissuta a pieno anche a 70 anni e oltre.

Naturalmente cambiano i tempi e i modi.

Una coppia in età matura non avrà la necessità di fare sesso tante volte quanto una giovane coppietta di sposini ma, probabilmente, vivrà la sessualità in maniera più appagante, consapevole e avvolgente.

Generalmente, in età matura, si tende a preferire rapporti sessuali più lunghi, più ricchi di preliminari.

Ci sono meno limiti e paletti in quanto le persone mature hanno ormai sviluppato esperienza e un ottimo rapporto di conoscenza con il proprio corpo e con le reazioni dell’altro.

Quindi: qualsiasi sia l’età che si sta vivendo, anche se si percepisce di non avere più l’entusiasmo e il vigore dei vent’anni, non ci si deve preoccupare.

L’importante è seguire sempre le proprie sensazioni e il proprio istinto, cambiando le modalità di approccio in base alle nuove esigenze.

Il sesso è una componente che ci accompagna per tutta la vita ed è sempre piacevole se non lo si vive come un problema e se non lo si considera come una prestazione in cui raggiungere un punteggio.

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