Quanto contano le dimensioni del pene per una donna?

Le dimensioni del pene sono, da sempre, un argomento delicato e molto discusso. Qualcuno sostiene che siano fondamentali, altri che la misura non conti ai fini della soddisfazione femminile. Chi ha ragione?

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Le dimensioni del pene: qual è la definizione di normalità?

Il pene è un organo estensibile. È formato da un osso cartilagineo supportato da corpi cavernosi. L’erezione è possibile grazie ad un maggior afflusso di sangue durante l’eccitazione che, rendendo turgidi i muscoli locali, estendono ed ingrossano il pene.

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Le misure, quindi, ai fini della sessualità, vanno considerate sul pene in erezione e non a riposo. Questo è il primo dato da tenere in considerazione quando si parla di misure. Un pene piccolo in condizioni di riposo può diventare assolutamente normale, in termini di lunghezza e circonferenza, durante l’erezione.

Viceversa, un pene più grande potrebbe non modificare di molto le sue misure durante l’eccitazione e quindi risultare, paradossalmente, più piccolo rispetto ad un pene meno voluminoso in stato di riposo.

Le misure medie, considerate dalla medicina e dall’urologia normali, sono: 8-16 cm. di lunghezza per 7-9 cm. di circonferenza. Al di sotto di tali misure in erezione è possibile pensare a qualche problema o disfunzione fisica o psicologica, in alcuni casi risolvibile.

Le cause di un pene piccolo in erezione

Esistono alcuni casi in cui il pene è, effettivamente, più piccolo rispetto ai range di normalità. Generalmente, a livello medico, si prende in considerazione il problema quando il pene in erezione non raggiunge i 7 cm.

Le dimensioni del pene non dipendono assolutamente dall’altezza dell’uomo né dalla sua costituzione fisica. Non è vero, infatti, che gli uomini bassi o mingherlini abbiano per DNA anche un pene più piccolo, così come un fisico possente e robusto non è garanzia di dimensioni sessuali superiori alla media.

Certamente, però, come ogni singola caratteristica del proprio corpo e del proprio carattere, anche le dimensioni del pene e la potenza sessuale dipendono da una componente genetica. Questa è proprio la prima cosa da tenere in considerazione in caso di pene ritenuto troppo piccolo in erezione. Le cause di un pene piccolo, infatti, sono classificabili così:

genetica: così come tutte le caratteristiche di un individuo, anche le dimensioni sessuali sono fondamentalmente un fattore genetico;
problemi cardio-circolatori: una circolazione viziata, problemi cardiaci, pressione alta o placche che rallentano il flusso sanguigno possono far diminuire l’afflusso di sangue anche ai corpi cavernosi del pene. Questo, in alcuni casi porta franca impotenza. In altri, invece, semplicemente impedisce una buona erezione e questo si traduce in un pene sessualmente attivo ma di dimensioni minori rispetto a quelle che, potenzialmente, potrebbe avere;
infezioni urinarie: a volte, delle infezioni silenti come cistiti non ben curate, possono atrofizzare leggermente i tessuti connettivi del pene, rendendolo meno grande perché impossibilitato a raggiungere la piena erezione;
cause psicologiche: la paura di avere il pene piccolo, generalmente, inibisce una buona erezione e fa davvero apparire il pene meno grande di quello che potrebbe essere.

Questi sono dati su cui riflettere attentamente. Se un uomo pensa di avere il pene troppo piccolo, o nota delle differenze improvvise nelle sue dimensioni, farebbe bene a parlarne col proprio medico di fiducia per farsi rassicurare in tal senso.

Quanto contano le dimensioni del pene per una donna?

Il problema delle dimensioni del pene è fondamentalmente un disagio maschile. Le donne, fisiologicamente, provano piacere anche semplicemente con la stimolazione manuale, quindi utilizzando le dita.

A livello puramente fisico, un pene molto grande non regala maggior soddisfazione di uno più piccolo. È vero, però, che molte donne sostengono invece il contrario.

Il motivo non è affatto meccanico ma esclusivamente psicologico. Vediamo perché, tutt’oggi, resiste il mito del super-dotato, che sarebbe in grado di donare sensazioni speciali:

retaggio culturale: il pene è, senza dubbio, la caratteristica che incarna la virilità. Esattamente come il seno, i fianchi e i glutei sono quelle che indicano e valorizzano la femminilità. A livello iconografico, psicologico e culturale, un pene di grandi dimensioni identifica un grande uomo, un grande amante, un maschio prestante. Non c’è alcun dato scientifico che avalla questa teoria ma è un’idea dura a morire nella nostra cultura;
condizionamenti psicologici bilaterali: una donna che fa sesso con un uomo molto dotato viene condizionata da quanto detto sopra. Per questo motivo ha più aspettative, più curiosità e più sicurezza di raggiungere l’orgasmo. In questo modo si pone, psicologicamente, in una condizione di apertura al sesso che, effettivamente, le fa vivere l’esperienza con più gioia e soddisfazione. Di contro, un uomo sicuro delle proprie dimensioni fa sesso senza alcun disagio o imbarazzo e questo lo rende un amante più soddisfacente.

Come si può facilmente intuire, la miglior riuscita di un amplesso non è determinata dalle dimensioni del pene ma dalle influenze psicologiche e culturalmente radicate.

Chi vive il sesso con aspettativa, con sicurezza, senza inibizioni e senza vergogna prova più soddisfazione, non tanto per i centimetri a disposizione ma per la condizione psicologica favorevole che i centimetri regalano.

Le dimensioni del pene sono davvero importanti?

A questo punto, però, va sciolto il dubbio nella sua concretezza e quotidianità. Non possiamo ignorare il fatto che, soprattutto per gli uomini, la paura di avere un pene troppo piccolo per soddisfare una donna esista e li condizioni.

La risposta alla domanda “le dimensioni contano?” è: no. Le dimensioni del pene non sono importanti a livello fisiologico e un pene di 9 cm. può far raggiungere lo stesso identico orgasmo di uno di 19 cm. Tuttavia, è importante prendere atto di alcune cose:

certe posizioni, soprattutto quando non si ha un pene molto grande, danno più soddisfazione alla donna rispetto ad altre: scoprire insieme alla propria compagna quali sono le pratiche che lei apprezza di più può essere un gioco soddisfacente per lei e stimolante per lui, che si renderà conto di poter aumentare la propria prestanza semplicemente uscendo dai soliti schemi sessuali e provando cose nuove;
la sicurezza in se stessi può compensare egregiamente le dimensioni: vivere il sesso senza disagi, paure o inibizioni causate dal proprio aspetto fisico rende immediatamente l’atto sessuale più intrigante, spontaneo e coinvolgente. Approcciarsi ad una donna con insicurezza, pensando di non essere all’altezza, pone già le basi per un rapporto inconcludente. Prendere atto, invece, del fatto che le dimensioni non siano così importanti e, soprattutto, convincersi che il proprio pene è assolutamente normale, pone l’uomo in una condizione psicologica serena e distesa, in grado di vivere il rapporto pienamente e di donare tutta la soddisfazione necessaria alla sua compagna.

Distinguere un pene piccolo da un complesso

È importante che i ragazzi e gli uomini che soffrono a causa di un pene piccolo facciano una riflessione. Hanno davvero un pene più piccolo della media o sono semplicemente vittime di un complesso?

Le statistiche sostengono che, in Italia, solo il 3% dei maschi adulti hanno effettivamente un problema di misure, quindi si tratta di un evento estremamente raro. Ciò fa pensare che tutti gli altri siano solo troppo severi con se stessi. A volte, il complesso del pene piccolo dipende da un’esperienza negativa:

– una compagna che ha fatto una battuta poco felice;
– una compagna che ha fatto un confronto poco opportuno con un ex;
– qualche battuta eccessiva negli spogliatoi durante lo sport;
– il confronto personale tra se stessi e i compagni, negli spogliatoi sportivi.

Tutte queste cause non sono da attribuire ad un effettivo pene piccolo, piuttosto a un problema di autostima che non ha nulla a che vedere con le dimensioni del proprio sesso, presumibilmente normalissime.

In questo caso ci si può far aiutare da uno psicologo o da un sessuologo, che lavorerà per far superare il trauma che ha creato il complesso e per fare riacquistare la giusta sicurezza utile a vivere il sesso con gioia e serenità.

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