Imene, questo sconosciuto: 10 cose da sapere

Tutti sappiamo, grazie anche agli studi scolastici di scienze, che l’imene è quella membrana presente all’interno della vagina che “certifica”, in qualche modo, la verginità di una donna. Ma è davvero così? Assolutamente no.

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A causa della scarsa informazione sull’imene, molte ragazze possono affrontare la loro prima volta in preda all’ansia e al disagio. Non solo. Anche le donne adulte, che magari non hanno particolare confidenza con il proprio corpo, possono ritrovarsi a vivere male la sessualità per colpa di credenze limitanti o del tutto sbagliate.

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Ecco perché in questo articolo parleremo proprio di lui: dell’imene, della sua funzione e di tutto quello che c’è da sapere per poter vivere la “prima volta”, e di conseguenza tutte le volte successive, con serenità e appagamento.

L’imene: cos’è

L’imene è una sottile, elastica membrana, che si trova all’ingresso della vagina. E’ composta principalmente da sostanze mucose, molto elastiche, simili al collagene. Non ha alcuna funzione fisiologica ed è presente anche nei primati, ossia nelle scimmie, oltre che nelle donne.

La maggior parte delle bambine presenta l’imene alla nascita. Con l’accrescimento, anche questa membrana aumenta le sue dimensioni e si adatta alla forma della vulva. Con il passare degli anni può diventare leggermente più spesso e vascolarizzato ma rimane comunque estremamente fragile ed elastico.

L’imene e la verginità

La cultura popolare, che come spesso capita ha solo un fondamento scientifico e nessuna certezza, associa l’imene alla verginità. Questo è, in parte, vero. Nel senso che questa membrana si rompe, generalmente, durante il primo rapporto sessuale.

In realtà, però, la presenza o meno dell’imene non è indice sicuro di verginità o rapporti sessuali già sperimentati. Questo perché non tutte le donne hanno l’imene, essendo questa membrana mucosa assolutamente inutile a livello fisiologico.

Altresì, essendo così elastica, può resistere alla penetrazione senza rompersi o, ancora un’ipotesi diversa, distruggersi con del semplice petting.

Quindi, la prima cosa importante da dire è che la presenza dell’imene non è indice certo di verginità e, viceversa, la sua assenza non dà la certezza che una ragazza, o una donna, abbia già avuto un rapporto completo.

Dieci cose da sapere sull’imene

  1. Non è un muscolo né un nervo. E’ un agglomerato di cellule mucose, dall’aspetto gelatinoso e biancastro, simile a grasso o gelatina. Può essere vascolarizzato oppure no.
  2. Non è presente in tutte le donne. Alcune bambine non ce l’hanno fin dalla nascita e questo non è assolutamente un problema né comporta disagi di qualsiasi genere. Si tratta semplicemente di una casualità genetica o, in alcuni casi, ereditaria.
  3. Non sempre si rompe durante un rapporto. Alcune donne hanno un imene più denso ed elastico che può resistere a diverse penetrazioni prima di distaccarsi dalla vulva.
  4. Quando si rompe, l’imene viene espulso attraverso la vagina sottoforma di muco, liquido vaginale e, molto spesso, sangue.
  5. L’imene non si rompe esclusivamente a causa di un rapporto sessuale. In alcuni casi può distaccarsi dalle pareti vulvari a causa dello sport, di un trauma, del petting o, semplicemente, perché è talmente sottile che a un certo punto si “scioglie”. Questo capita soprattutto in casi di alimentazione restrittiva, di anoressia, di malnutrizione, di carenza di zuccheri, di diabete o ipoglicemia. Essendo composto soprattutto da cellule mucose, che quindi si alimentano grazie al glucosio, in tutti questi casi può rompersi autonomamente.
  6. Quando si perde la verginità non è necessario sanguinare. Diciamo che, nella stragrande maggioranza dei casi, l’imene si rompe con la prima penetrazione sessuale. Non tutte le donne però perdono sangue. Questo dipende da quanto è vascolarizzato l’imene.
  7. La rottura dell’imene non è dolorosa. Si tratta di una membrana mucosa impalpabile, troppo sottile per essere in grado di procurare dolore. Il dolore che si sente durante “la prima volta” è invece da attribuirsi, molto più realisticamente, alla contrazione vaginale dettata dall’emozione, dalla paura o dalla comprensibile ansia che una donna prova durante questo momento indimenticabile della sua vita.
  8. Nonostante qualcuno lo pensi, l’imene non può ricrescere una volta rotto.
  9. E’ possibile, chirurgicamente, ricostruire l’imene. Si chiama “vaginoplastica” ed è un intervento di medicina estetica che si ripropone di ricostruire l’esterno della vagina e anche una sorta di “imene” in materiale siliconico. Esattamente come quello originale, però, al primo o secondo rapporto sessuale si romperà.
  10. Un uomo non può accorgersi, esclusivamente facendo l’amore con una donna, se quest’ultima ha o meno l’imene intatto. E’ pur vero che, una donna vergine, avrà probabilmente degli atteggiamenti che potrebbero far capire al suo partner che per lei è la prima volta.

L’imene e la visita ginecologica

Nonostante siamo in un’epoca moderna, liberale e culturalmente avanzata, molte giovanissime hanno paura di recarsi dal ginecologo accompagnate dalla mamma perché temono che questi possa svelare alla genitrice la loro persa verginità. Facciamo chiarezza:

il ginecologo può, effettivamente, verificare la presenza o meno dell’imene ma, come abbiamo detto prima, questo non è per forza indice scientifico dell’aver avuto dei rapporti;
in generale, un’adolescente sopra i 16 anni, ha il diritto di essere informata in prima persona della sua salute, in caso di visita medica e, solo previo consenso e solo se necessario, il professionista darà informazioni ai genitori. Se una giovane dichiara di fare sesso con il suo fidanzato, coetaneo, difficilmente un ginecologo si intrometterà, se non per consigliare un contraccettivo o per dare consigli di igiene e prevenzione rispetto le malattie sessualmente trasmissibili;
se ci si accorge di avere problemi mestruali, vaginali o urinari, è fondamentale recarsi dal ginecologo soprattutto se si ha già una vita sessuale. Purtroppo, molte infezioni, anche gravissime, si trasmettono proprio con il sesso. Non è il caso di mettere a repentaglio la propria salute, la propria vita o la propria fertilità futura per paura che il ginecologo scopra che non c’è più l’imene.

E’ possibile controllare da sole se l’imene è intatto?

Un’altra ansia che assale spesso le ragazze vergini è la paura di aver rotto l’imene in una maniera diversa dal rapporto sessuale.

Alcune vorrebbero controllarne l’integrità, magari utilizzando uno specchio. Nonostante l’auto-analisi vaginale sia molto importante, perché:

permette di rilevare eventuali anomalie vaginali;
consente di controllare la presenza di nei, ponfi, lacerazioni, ulcere;
aiuta le ragazze a conoscere il proprio corpo;

è piuttosto raro che si riesca a notare, identificare e controllare l’imene da sole. Il ginecologo, per vederlo, utilizza uno strumento chiamato speculum, che muove le pareti vaginali e gli permette di notare il filamento semi-trasparente. Si può ragionevolmente pensare che l’imene si sia rotto se:

dopo un trauma, del petting, un rapporto, si perde muco denso e trasparente oppure misto a sangue.

Anche in questo caso, però, è una deduzione, un’ipotesi probabile ma non una certezza.

L’imene e la sfera psicologica

Per alcune donne, perdere la verginità senza la fuoriuscita di un po’ di sangue è motivo di frustrazione, umiliazione e vergogna.

E’ importante ribadire che non tutte le donne sanguinano quando l’imene si rompe e, soprattutto, non tutte lo hanno.

E’ spesso proprio questa ansia che porta le giovani donne ad avere paura del primo rapporto sessuale e, di conseguenza, a viverlo con timore e dolore.

Se si è vergini e si è scelto di fare sesso, è importante avere un partner con il quale si ha un rapporto di confidenza e fiducia. Solo così non solo la prima volta sarà un evento meraviglioso e resterà un ricordo incancellabile ma, in caso il proprio imene “non si comportasse da manuale” non ci sarebbe nessuna giustificazione da dare e da darsi.

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