Educazione sessuale con i propri figli: cosa fare?

Il sesso, purtroppo, è ancora un argomento tabù. Benché sia una parte importantissima dello sviluppo di un individuo, la scuola non ammette ore dedicate all’educazione sessuale e i genitori sono sempre in imbarazzo davanti alle domande dei figli. Come affrontare l’argomento in modo sereno ed esauriente con bimbi e ragazzi in crescita?

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Educazione sessuale: il sesso e la formazione psicologica

La sessualità è un istinto insito nell’uomo. È presente fin dai primi anni di vita e non è possibile reprimerla del tutto, nonostante un certo tipo di educazione restrittiva miri proprio a questo.

Trasmettere ai propri figli, fin da piccoli, un messaggio positivo e sereno nei confronti del sesso li aiuterà a diventare adulti equilibrati, in grado di vivere questo aspetto della vita in maniera naturale e appagante, com’è giusto che sia.

educazione sessuale dei nostri figli
I primi errori in tal senso si commettono già durante la prima infanzia, quando i bimbi iniziano ad esplorare il loro corpo, toccandosi i genitali. La maggior parte dei genitori reagisce male di fronte a questi gesti, sgridando i figli e inculcando loro il primo veto rispetto alla sessualità.

Un bambino di 2-3 anni tocca il suo corpo senza malizia alcuna. Così come si stupisce quando scopre le sue manine o i suoi piedini, o quando si accorge che il solletico sul pancino è un gesto affettuoso e piacevole, allo stesso modo si accorge di avere i genitali.

A quell’età i bambini non si toccano per provare piacere sessuale, che non conoscono e non sanno riconoscere, ma esclusivamente per capire come sono fatti. Sono gli adulti che, consapevoli della funzione dei genitali, proiettano la malizia su questi comportamenti e si sentono in dovere di insegnare ai figli che quella cosa non si fa.

Purtroppo, il bimbo piccolo non capisce il senso di questo divieto. L’unica cosa che impara da tali rimproveri è che quella specifica parte del corpo è diversa rispetto alle altre, quindi interessarsene è sconveniente e vietato.

L’atteggiamento corretto, consigliato anche dalla maggior parte degli psicologi infantili, è quello di ignorare il bambino piccolo che si tocca: sta semplicemente scoprendo il suo corpo. Ci sarà tempo per fargli capire il concetto di pudore.

Quando iniziare a parlare di educazione sessuale ai propri figli?

Una delle domande più comuni, e più temute, dei bimbi in età di scuola materna (3-5 anni) è: “Mamma, come sono nato”? Solitamente, a questo punto, si propinano al piccolo fantasiose storie di cavoli, cicogne e semini piantati dal papà nella pancia della mamma.

In effetti, in questa fascia d’età, questa potrebbe essere una buona soluzione perché i bambini non riuscirebbero a comprendere pienamente l’atto sessuale, il concepimento, la gravidanza e il parto.

Tuttavia, quando i figli iniziano a frequentare le scuole elementari hanno raggiunto una maturità tale per cui è possibile spiegare loro tutte queste cose. Il modo migliore per spiegare ai propri figli cos’è il sesso, come funziona, perché si fa e quali possono essere le sue conseguenze è quello di dire loro la verità, semplicemente e in modo naturale.

Un approccio del genere fa crescere il bambino nella convinzione che il sesso è una cosa assolutamente fisiologica, che fanno anche i genitori, che può servire a far nascere bambini ma anche solo a dimostrarsi amore, affetto e attrazione fisica reciproca.

I bimbi che crescono con genitori di mentalità aperta, disposti a parlare di sesso con loro fin da piccolissimi, diventano adulti con una sessualità sana ed equilibrata, più felici e in grado di gestirsi meglio in questo senso.

Educazione sessuale e adolescenti

Finché si tratta di spiegare ai propri figli piccoli come nascono i bambini, anche se ci si può sentire un po’ in imbarazzo non si hanno, generalmente, grosse difficoltà e preoccupazioni. La fase più delicata arriva con il loro ingresso nella pubertà e, successivamente, nell’adolescenza.

Le statistiche sostengono che l’età media del primo rapporto sessuale è di 15 anni per i ragazzi e 16 per le ragazze. Questo è il momento in cui è più importante che i genitori parlino chiaramente con i propri figli, soddisfino le loro curiosità, insegnino loro come vivere il sesso in maniera appagante e felice.

Purtroppo, la maggior parte dei genitori non si comporta così ma tende a incitare i figli maschi a fare sesso prima possibile e in gran quantità e a vietare di farlo alle figlie femmine. Questo atteggiamento è molto pericoloso, perché può innescare diverse reazioni, tutte negative. Ad esempio:

un ragazzo poco interessato al sesso si sentirà costretto a farlo per dimostrare e affermare la propria virilità, rischiando di cadere nell’ansia da prestazione;
un ragazzo molto interessato al sesso si sentirà legittimato a viverlo con superficialità;
una ragazza poco curiosa nei confronti del sesso si convincerà che fa bene ad averne timore e paura;
una ragazza molto curiosa nei confronti del sesso non riuscirà a frenare i suoi istinti ma si sentirà continuamente in colpa.

L’educazione sessuale ai figli adolescenti va impartita con sensibilità e, possibilmente, cercando di essere più oggettivi e obiettivi possibile.

In poche parole bisogna sforzarsi di parlare ai figli di sesso come se si stessero dando dei consigli a un amico o un’amica, mettendo da parte gelosie, sentimenti di possesso e di imposizione. Quando si affronta il tema dell’educazione sessuale con gli adolescenti è importante:

ammettere che il sesso è una cosa piacevole, che la voglia di farlo è un istinto naturale e che non c’è nulla di male nel provarlo;
non cercare di spaventarli per tentare di rinviare la loro prima volta ma spiegare dolcemente che quello sarà un momento indimenticabile della loro vita, quindi va affrontato solo se ci si sente pronti e con la persona giusta;
istruirli adeguatamente sulla contraccezione, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e assicurarsi che abbiano tutti gli strumenti per praticare il sesso sicuro.

Non c’è nulla di male se una mamma compra i profilattici al figlio o se accompagna la figlia dal ginecologo per farle prescrivere la pillola, dimostra anzi di essere un genitore responsabile.

Quali problemi può comportare una mancata educazione sessuale?

Non parlare di sesso in casa, evitare l’argomento con i propri figli o, peggio ancora, porre veti e divieti sulla sessualità è un atteggiamento che danneggia gravemente la psiche delicata dei ragazzini in fase puberale o adolescenziale.

I giovani che ricevono un’educazione troppo rigida, che non comprende un sereno approccio al sesso, rischiano:

insicurezze e complessi, perché la frustrazione sessuale può manifestarsi anche sottoforma di disprezzo del proprio corpo. I ragazzi pensano: “se mamma e papà non vogliono che si usi il corpo per provare piacere, forse il corpo è brutto e sporco”;
atteggiamenti sbagliati nei confronti del sesso, come paure, fobie e negazione. A volte questo può riversarsi anche nella sfera del rapporto col cibo. Molti ragazzi che soffrono di anoressia o bulimia hanno, alla base del loro problema, anche un rapporto molto complicato con la sessualità;
psicosi più gravi, come perversioni e violenze. Chi cresce senza una buona educazione sessuale rischia seriamente di diventare un adulto sessualmente deviato, a causa delle innaturali repressioni a cui è stato obbligato nell’età dello sviluppo. Anche l’asessualità è una perversione patologica. Avere paura del sesso e imporsi di non farlo è una patologia comportamentale, che implica disagio e infelicità.

Come comportarsi se un figlio confida ai genitori di masturbarsi o di aver iniziato a fare sesso?

Per un genitore non è mai semplice rendersi conto che il proprio figlio, o la propria figlia, stanno diventando adulti. La maturità sessuale è un segnale importante di questo passaggio.

Se ci si accorge che i propri figli hanno iniziato a praticare l’autoerotismo, la cosa migliore da fare è non intromettersi nella loro intimità e lasciare che soddisfino i loro istinti sani, genuini e che denotano semplicemente un corretto sviluppo psicofisico.

Se un figlio o una figlia confidano di avere iniziato ad avere rapporti sessuali, l’atteggiamento migliore da tenere è accettare la notizia con naturalezza. È importante farsi vedere coinvolti e contenti, chiedere loro se ne sono soddisfatti, se l’esperienza si è rivelata positiva.

L’importante è insistere sempre sulla sicurezza, sia per quanto riguarda gli anticoncezionali sia per quanto riguarda i posti in cui si appartano per fare sesso. La sessualità è una delle cose più naturali e piacevoli del mondo.

Scoprire che i propri figli la stanno sperimentando per la prima volta, anche se mette un po’ di apprensione, dovrebbe rappresentare per i genitori un traguardo. Se poi i ragazzi sembrano contenti e sereni, allora significa anche che si è stati ottimi genitori, in grado di dare loro una buona educazione sessuale.

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