Pandemia: due anni di problemi sentimentali e sessuali

La pandemia di Covid 19, che ha scosso il mondo a partire da febbraio 2020, sembra non essersi ancora risolta e continua a tenere tutti in scacco.

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I problemi relativi sono diversi: la salute, prima di tutto, passando poi dalle convinzioni e scelte politiche fino a quelle, non meno importanti, economiche.

Tuttavia, il Covid ha creato anche una problematica importante e diffusa, di cui si parla troppo poco: le ripercussioni sulla sfera emotiva e psicologica delle persone.

La pandemia e i suoi risvolti psicologici

Il Covid è una malattia subdola:

è molto contagiosa;
si trasmette da persona a persona attraverso le goccioline di saliva che fuoriescono dalla bocca parlando, tossendo, ridendo;
contagia anche tramite contatto tattile quindi attraverso le carezze, gli abbracci, lo scambio di oggetti.

Sono due anni che ci ripetono queste cose e che ci consigliano di tenerci a distanza, di evitare i contatti non necessari, di non stare in compagnia di troppe persone.

Senza contare tutto il periodo del lockdown dove, addirittura, non si poteva uscire né frequentare la maggior parte dei luoghi di studio e lavoro.

Tutto questo ha scatenato due reazioni in una vasta fetta di popolazione: una logica e razionale e l’altra puramente emotiva.

  1. Reazione logica
    La paura del contagio, per se stessi ma anche per gli altri, ha portato molte persone a prendere le distanze dagli altri. Un po’ per imposizione e un po’ per coscienza, giorno dopo giorno, la gente ha imparato a stare sempre più per conto suo e ad evitare il più possibile tutti i contatti fisici e le occasioni di incontro e aggregazione. Pensiamo ad esempio a coloro che sono di salute cagionevole e che sanno che ammalarsi di Covid potrebbe essere pericoloso. O alle persone che vogliono proteggere genitori anziani, nonni, figli molto piccoli.
  2. Reazione emotiva
    Quasi due anni di messaggi continui e ripetitivi, che ci ricordano di fare attenzione, di non assembrarci, di stare a debita distanza l’uno dall’altro e di pensare alla nostra e all’altrui salute, hanno avuto un impatto inconscio a livello emotivo molto forte. In molte menti, soprattutto le più sensibili, si è piano piano radicata una sorta di paura e diffidenza nei confronti di tutto ciò che è contatto umano e sfera sentimentale.

Per esempio molti hanno smesso di andare a mangiare fuori in compagnia, nonostante prima fosse per loro un’abitudine piacevole.

Altri, anche i più affettuosi e socievoli, hanno perso l’abitudine di salutare gli amici con baci e abbracci o addirittura di dispensare semplici e amichevoli pacche sulle spalle ai colleghi.

Tutto questo è frutto di un terrore inconscio che la situazione pandemica ci ha costretti ad affrontare.

Ci stiamo confrontando con un pericolo invisibile che, quando si palesa sotto forma di malattia, ormai non può più essere combattuto ma deve solamente fare il suo corso sperando che sia il più lieve possibile.

due anni di covid-19

L’impatto sull’affettività della pandemia

Si tende a pensare che chi ha vissuto questi due difficili anni in coppia sia, in qualche modo, stato fortunato.

In realtà recenti statistiche e studi non sono del tutto d’accordo.

Molti matrimoni, convivenze e fidanzamenti hanno subito una scossa non indifferente.

I motivi:

le coppie sposate o conviventi hanno vissuto la responsabilità di poter infettare il partner, soprattutto nel caso in cui uno fosse costretto a lavorare fuori casa e l’altro no. Pensare di poter contrarre il Covid e trasmetterlo alla persona che si ama può essere così angosciante da compromettere la voglia di vicinanza e intimità anche nell’ambito di una coppia affiatata e rodata;
i fidanzati sono stati costretti a non vedersi per lunghi periodi e, anche alla fine del lockdown, la paura che il partner potesse essere infetto o potesse avere avuto comportamenti a rischio, ha senz’altro gettato un’ombra su diverse relazioni;
coniugi o conviventi con figli si sono dovuti confrontare con la responsabilità di proteggere i bambini dalla malattia e con lo stress di gestirli durante i periodi di didattica a distanza e, anche questa situazione pesante e complicata non ha di certo contribuito a rafforzare i sentimenti familiari.

Non è un caso che, subito dopo il primo lockdown, avvocati e giudici hanno segnalato un netto aumento delle richieste di divorzi e separazioni.

Sui single, la pandemia ha avuto ripercussioni diverse ma non meno gravi.

Chi ha trascorso i periodi di restrizioni in completa solitudine si è dovuto sobbarcare tutte le ansie e le angosce delle lunghe ore di giornate e nottate che sembravano non finire mai.

Questo ha senza dubbio amplificato la paura della malattia e del futuro.

Molti single hanno cercato di colmare questi vuoti affettivi cercando compagnia sui siti di dating ma l’ansia di incontrare uno sconosciuto e di potersi trasmettere a vicenda il Covid ha, purtroppo, fatto naufragare o rimandare per troppo tempo gli incontri faccia a faccia.

Dopo lunghi periodi di solitudine molte persone si sono accorte di non sentirsi più a proprio agio in mezzo agli altri, come se ne avessero perso la capacità e l’abitudine.

In poche parole: abbiamo perso la dimestichezza con i sentimenti, con quei gesti che erano naturali e avvicinavano in maniera graduale e delicata.

Le strette di mano, le carezze, gli abbracci, i baci sulle guance: erano tutti preliminari disimpegnati e spontanei, il preludio a contatti più intimi.

Adesso che questi istinti sono ormai repressi e controllati è davvero più difficile instaurare un contatto più diretto e stretto con una nuova conoscenza.

Pandemia e sessualità

Come abbiamo detto poc’anzi, anche le coppie più affiatate hanno dovuto fare i conti con un calo di desiderio e una riduzione dei momenti di intimità.

Cosa che, certamente, non ha influito positivamente sul rapporto.

Come mai la pandemia ha inficiato il sesso tra fidanzati, conviventi o coniugi?

La situazione angosciante ha, in molti casi, costretto le persone a rivedere la scala delle priorità e l’intimità di coppia è scesa nelle ultime posizioni. Soprattutto nelle famiglie in cui si è dovuto affrontare un lutto, la malattia o problemi economici.
Anche tra partner di lunga data si cercava, spesso inconsciamente, di non stare troppo vicini, per paura di poter infettare l’altro.

I single, per quanto riguarda il sesso, sono senza dubbio quelli che hanno subito di più.

Le occasioni di incontrare nuove persone si sono drasticamente ridotte, a causa delle limitazioni per uscire e dei locali chiusi.

Chi è riuscito a conoscere qualcuno online e a organizzare un incontro, era senz’altro un po’ più diffidente nei confronti di un contatto molto stretto.

Questa pandemia sta rischiando davvero di portarci via tutto: la salute, il lavoro e anche la voglia e la capacità di amare e godere delle gioie dei sentimenti e del sesso.

Sta a noi cercare di recuperare, pur senza abbassare la guardia.

Coloro che sentono di avere un blocco nei confronti degli altri o di sentirsi impauriti e a disagio di fronte al pensiero di intraprendere una nuova relazione fisica, dovrebbero rivolgersi a uno psicologo e iniziare un percorso di analisi e recupero.

Sono davvero milioni le persone che hanno vissuto male questo periodo difficile ed è importante superare questo trauma il prima possibile, con l’aiuto di uno specialista.

Presto il Covid 19 sarà solo un brutto ricordo e a quel punto sarà davvero importante essere in grado di aprirsi agli altri, anche sentimentalmente e sessualmente, per poter recuperare tutto il tempo perduto.

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