Corteggiamento o flirt? Differenze e analogie!

Corteggiare o instaurare un rapporto a scopo di flirt è la stessa cosa? In realtà no e gli atteggiamenti che si innescano sono decisamente diversi e precisi in base all’intenzione che una persona ha. Conoscerli può essere molto utile per comprendere se qualcuno ci sta corteggiando o se, invece, sta cercando di avere un flirt, cioè un approccio sessuale nei nostri confronti.

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In questo articolo cercheremo di capire insieme quali sono le differenze tra le due cose e come una persona, generalmente, si approccia in base all’intenzione specifica che ha. A cosa serve tutto questo? Ad evitare di illudersi, se la persona che ci fa la corte non ha interesse sentimentale ma solo desiderio di un rapporto fugace o a non lasciarci scappare occasioni divertenti se abbiamo voglia di occasionalità.

corteggiamento o flirt?

Il corteggiamento

“Corteggiamento” è una parola arcaica, quasi in disuso ormai. Questo è un peccato perché ha invece un significato molto preciso, che identifica alla perfezione un concetto ben definito. “Corteggiare” deriva dall’antichissima abitudine dei bei giovanotti che lavoravano nei campi delle case nobili di gironzolare nella corte, ossia sul patio, delle case stesse, per farsi notare dalle fanciulle chiuse in casa a studiare o ad occuparsi delle mansioni femminili. Quando si dice che qualcuno “corteggia” si intende la dimostrazione di un interesse romantico, intellettuale, spirituale.

Flirtare

“Flirtare” è invece tutt’altra cosa e non ha nessuna affinità con il concetto del corteggiamento. Se qualcuno cerca un flirt, generalmente ci si basa su un approccio scherzoso, anche provocatorio e provocante. Il fine ultimo è quello di arrivare a un contatto fisico, incluso un rapporto sessuale completo. L’interesse di chi flirta è unicamente basato sul desiderio fisico, sull’attrazione sessuale e sulla volontà di un avvicinamento che esula dal contesto sentimentale.

Come capisco se mi sta corteggiando?

Quando una persona ci corteggia, uomo o donna che sia, innesca dei meccanismi molto precisi, che tendono a voler conoscere la nostra quotidianità, i nostri gusti, la nostra personalità. Il corteggiamento è spesso sostenuto da atteggiamenti delicati e attenti, in cui si cerca proprio di non toccare l’argomento sesso per evitare che l’altra persona possa pensare a un interesse di tipo unicamente fisico. Il corteggiatore, interessato a una storia romantica e sentimentale, di solito:

evita assolutamente il discorso “sesso”;
fa molti complimenti ma formali, si limiterà ad apprezzare un particolare fisico come gli occhi, l’abito o il sorriso ma non farà mai riferimenti sessuali né dirà qualcosa che possa far pensare al suo desiderio nei nostri confronti. Questo non significa affatto che non lo provi ma dà un’ulteriore conferma del fatto che stia cercando di evitare di fare pressione, per paura di poter offendere e perdere credibilità;
è presente, magari con gesti carini come il messaggio del buongiorno;
si interessa alla nostra vita, a cosa ci piace, a come passiamo il tempo libero;
si rende disponibile per piccoli favori;
ascolta i nostri discorsi e cerca sempre di difenderci, di mettersi dalla nostra parte, di farci sentire il suo sostegno morale.

Sono tutti comportamenti che vengono spontanei quando si prova un sentimento di tenerezza, empatia o amore per qualcuno. Ecco perché non esiste distinzione tra il corteggiamento maschile e quello femminile. Il linguaggio psicologico, in questo caso, è definito “generico” nel senso che interessa entrambi i generi.

Come capisco se vuole un flirt?

Se invece parliamo di flirt, è necessario fare i dovuti distinguo tra comportamento maschile e femminile, perché siamo nell’ambito della sessualità. La sessualità invece è “specifica” e si esterna in maniera molto differente tra maschi e femmine.

Un uomo che cerca un flirt sessuale, quindi un’avventura che si conclude con un rapporto passionale senza coinvolgimenti d’altro genere, lo si riconosce perché:

instaura un dialogo mirato al sesso, facendo complimenti molto espliciti, tentando battute inequivocabili;
si racconta mettendo l’accento sulle proprie capacità amatorie, quindi non parlerà del suo lavoro o dei suoi hobbies ma, probabilmente, di quante donne ha avuto o di qualche aneddoto sessuale di cui è particolarmente fiero e orgoglioso;
non è interessato a un dialogo generico né a discorsi che includano sentimenti, ambizioni, sogni;
non si fa sentire quasi mai, a meno che non siano messaggi propedeutici a intraprendere un dialogo a sfondo sessuale.

La donna che flirta, invece:

utilizza molto il linguaggio del corpo e poco quello verbale, dimostrandosi un’attenta ascoltatrice. Nel frattempo, metterà in atto tutta una serie di piccole strategie, come assumere una postura che metta in evidenza il seno o i fianchi, toccarsi continuamente i capelli, inumidirsi le labbra;
fa battute maliziose, non esplicite come potrebbe fare un uomo ma che dovrebbero appunto stimolare l’interlocutore a rispondere alzando la posta in gioco;
in alcuni casi, può tentare la carta della gelosia, raccontando di altri uomini e sperando, in questo modo, di “vendersi” come una donna molto ambita, per stimolare la naturale competitività maschile.

Differenze tra corteggiamento e flirt

Fondamentalmente, quindi, un corteggiamento è basato su un interesse di tipo intellettuale e sentimentale, mentre il flirt sulla passione e il desiderio fisico. Se si è oggetto di un corteggiamento ci si sentirà guardati, ammirati, stimati, protetti. La sensazione che ne consegue è quella della fiducia, dell’abbandono, tutti sentimenti che sono la base dei rapporti duraturi, fedeli e seri.

Se invece si è coinvolti da una persona che sta flirtando, la sensazione che si avvertirà è di eccitazione, di divertimento, di desiderio fisico. Tutti sentimenti piacevoli e coinvolgenti ma che devono essere interpretati come esclusivamente relativi alla sfera della sessualità. Non bisogna mai cadere nell’errore di pensare di poter intraprendere un flirt con l’intenzione di volerlo trasformare in un matrimonio. Può succedere, naturalmente, ma è una cosa rara e difficilmente ci si riesce.

Analogie tra corteggiamento e flirt

Tuttavia, tra corteggiamento e flirt ci sono anche alcuni punti in comune. Uno di questi è l’interesse. Chiaramente, sia che una persona voglia iniziare una storia seria sia che desideri solamente un’avventura, è chiaro che questo è determinato dal fatto che è coinvolto e colpito, anche se in modo e per motivi diversi.

É quindi possibile che, in base al carattere della persona con cui si ha a che fare, alcuni atteggiamenti siano di difficile interpretazione. Una cosa che accade molto spesso, soprattutto alle donne, è quella di essere innamorate ma di non riuscire a corteggiare, per vergogna o per paura del rifiuto. In questo caso, tantissime ragazze passano “in modalità flirt” e cercano di attirare l’uomo dei loro sogni attirando la sua attenzione sull’aspetto sessuale e nascondendo quello sentimentale. Questo perché:

pensano di mostrarsi più moderne e disponibili, aumentando così le loro chances di successo;
credono che, facendo intendere la loro volontà di fare sesso, possano riuscire a fare innamorare l’uomo che desiderano.

Nulla di più sbagliato. Anzi, è un comportamento molto pericoloso. Infatti, è molto probabile che, flirtando a scopo sessuale, una donna riesca a far cedere un uomo ma è anche improbabile che questo lo faccia innamorare. Quindi, se si fa così nella speranza di conquistare un cuore maschile si rischia di andare incontro a dolorose e clamorose delusioni.

Per gli uomini, invece, vale esattamente il contrario. Molti ragazzi hanno la brutta abitudine di esibirsi in perfetti corteggiamenti d’altri tempi, romantici e spirituali, mentre in realtà sono interessati a un semplice flirt. Anche questo può essere pericoloso perché una donna potrebbe anche cedere, confusa da messaggi contrastanti. Appena scoperto il gioco, però, la sua reazione potrebbe essere quella del disprezzo e del disgusto.

La soluzione? Come per quasi tutte le cose, correttezza e sincerità. Sia il gioco del corteggiamento che quello del flirt possono essere stimolanti ed emozionanti. L’importante è che a giocare si sia sempre in due e che entrambi stiano basando il loro gioco sulle stesse regole dell’altro.

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