Bisessualità: un argomento troppe volte sottovalutato

Fortunatamente, in questo preciso momento storico, l’apertura mentale verso il mondo omosessuale è in continua crescita. Nonostante permanga una certa diffidenza da parte di alcune piccole fazioni, gli omosessuali possono dire di aver quasi vinto la loro battaglia per i diritti paritari e la minoranza di persone che ancora si scaglia contro di loro non è più numericamente rappresentativa del tessuto sociale totalitario. Chi, invece, si ritrova ancora a vivere in un limbo poco conosciuto e poco difeso sono i bisessuali.

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Ne discuteremo in questo articolo, dove cercheremo di spiegare cosa vuol dire effettivamente bisessualità e dove sfateremo alcuni pregiudizi e stereotipi che minano l’identità sessuale delle persone che amano indistintamente uomini e donne.

Cos’è la bisessualità

In sessuologia si definisce bisessuale un soggetto che si sente attratto sia da persone del suo stesso sesso sia da persone del sesso opposto.

la bisessualità
Non è assolutamente considerata una perversione, come purtroppo ancora qualcuno si ostina a dire, né una patologia del comportamento sessuale. La bisessualità, al contrario dell’eterosessualità e dell’omosessualità, non è assolutistica. Chiariamo perché:

il bisessuale può essere attratto sia da donne che da uomini fin dall’adolescenza e avere relazioni di questo tipo per tutto il corso della sua vita;
un bisessuale può anche sperimentare un’unica esperienza omosessuale nella sua vita e poi scegliere di essere regolarmente etero o gay;
il bisessualismo può anche essere circoscritto a particolari circostanze per arricchire la propria vita sessuale, ad esempio nel corso di menage à trois occasionali, pur non inficiando l’orientamento sessuale di base.

Questo vuol dire che un etero può tranquillamente essere anche bisex nel momento in cui decide di provare un’esperienza gay o di praticare del sesso a tre o di gruppo.

Stesso dicasi per un omosessuale che può provare curiosità, a un certo punto, per un rapporto con una persona di sesso opposto, per poi tornare a coltivare interesse solo per quelle del suo stesso sesso.

La bisessualità è insita in ognuno di noi?

Come spesso accade quando si toccano argomenti complessi e delicati della sfera psicologica, si corre il rischio di passare da un eccesso all’altro.

Alcuni sostengono che tutti gli esseri umani siano, in realtà, bisessuali. Questo perché ci si rifà al concetto di dualismo caratteriale e intellettivo che vive in ognuno di noi, alla teoria della parte “maschile” e “femminile”, a filosofie affascinanti e zen quali quelle dello yin e yang o del latte e caffè.

In realtà tutti questi concetti possono essere sicuramente presi in considerazione per delineare profili psicologici e caratteriali ma non c’è niente di scientifico o fisiologico in questo.

Non è vero che tutti sono bisessuali. Tuttavia, è invece conclamato che tra chi si definisce “assolutamente etero” o “assolutamente gay” ci sono invece moltissimi soggetti bisex. Magari anche a livello inconscio, senza saperlo o senza volersene rendere conto perché la cosa li disturba profondamente.

Basta un solo rapporto per definirsi bisessuali?

Poco fa abbiamo detto che alcune persone sperimentano un rapporto “diverso” anche una sola volta nella vita, per poi tornare al loro orientamento sessuale primario. In questi casi possiamo sempre parlare di bisessualismo? Non sempre, il confine è sottile.

Alcune persone sono semplicemente curiose e aperte nei confronti del sesso quindi, pur essendo etero o gay, possono avere voglia di provare, almeno una volta, un tipo di sessualità diversa, magari concedendosi un gioco a tre o un rapporto con una persona di sesso diverso da quello da cui sono attratti solitamente.

In questo caso, soprattutto se resta un episodio isolato, non sempre si può parlare di bisessualità ma è più probabile che si tratti di voglia di cambiare e sperimentare.

Per definirsi bisex bisogna essere consci del fatto di provare attrazione sia per uomini che per donne e avere l’istinto di un approccio fisico con entrambi i sessi per vero interesse e piacere e non esclusivamente per “fare una cosa diversa”.

E’ molto difficile che una persona che vive serenamente la propria sessualità, concedendosi anche uno o due rapporti bisessuali nella propria vita, non sappia dare un nome al proprio atteggiamento.

Molto più comune, invece, che un etero o un gay dichiarati nutrano delle curiosità diverse senza volerle ammettere o senza saperle riconoscere. Questo avviene per una sorta di retaggio culturale. Una volta non si ammetteva l’omosessualità. Adesso sì, ma resta un problema ammettere “l’indecisione”.

Per dirla in parole povere: al giorno d’oggi è molto più facile di una volta dichiarare al mondo di amare le persone dello stesso sesso e la cosa è socialmente accettata.

Il fatto, invece, di desiderare sessualmente sia uomini che donne viene ancora visto come qualcosa di “illecito”, “sporco”, “eccessivo” e può mandare in crisi e confusione molta gente, soprattutto se parliamo di persone cresciute con certi insegnamenti etico-religiosi che limitano la libertà sessuale e l’espressività del piacere fisico.

La bisessualità è solo sessuale?

Inoltre, noi siamo abituati a parlare di eterosessualità, bisessualità e omosessualità solo in termini meramente fisici e sessuali. Non è così.

Il sesso, pur essendo una pratica volta principalmente a soddisfare delle pulsioni fisiche e istintive, è quasi sempre legato ai sentimenti, alla sfera affettiva nonché intellettuale e comunicativa.

Moltissime persone vivono un dualismo di questo genere. Soprattutto i soggetti molto giovani, che sono alle prime esperienze, sono spesso molto confusi rispetto la loro identità sessuale. E’ possibile sentirsi attratti sia da uomini che da donne sentimentalmente e solo da un sesso sessualmente. Anche questa è una forma di bisessualità che, però, non si riflette necessariamente nella scelta dei partner da portare con sé sotto le lenzuola. Ad esempio:

molti etero, pur non provando nessun desiderio di fare sesso con persone dello stesso sesso, possono legarsi profondamente a persone di uguale genere a livello mentale o sentimentale;
– molti gay, pur non volendo far sesso con persone di sesso opposto, possono sviluppare con loro dei rapporti profondi e densi di sentimenti.

Nonostante questo non li metta “tecnicamente” nella categoria dei bisessuali è comunque una forma di bisessualismo latente, che esula dal piacere fisico ma interessa un livello molto più profondo e cerebrale.

Non sono rare le storie di persone etero che, a un certo punto della loro vita, hanno lasciato il partner per intessere una relazione platonica con qualcuno del proprio sesso. Nonostante continuino a provare attrazione per persone di sesso opposto, trovano nel partner di sesso uguale uno stimolo intellettuale e sentimentale che preferiscono al piacere del corpo.

Come scoprire se sono bisessuale?

Sembrerà strano ma, ancora oggi, moltissime persone sia giovani che adulte, si rivolgono a psicologi, sessuologi e consultori impauriti dall’eventualità di poter essere bisessuali.

La maggior parte delle volte avviene perché sostengono di essersi innamorati improvvisamente di una persona di sesso diverso da quello che generalmente popola le loro fantasie. In realtà non c’è “una sintomatologia” della bisessualità, proprio perché non stiamo parlando di una malattia né di un atteggiamento anomalo.

Nella vita tutti possono, in qualsiasi momento, accorgersi di provare attrazione fisica o amore per una qualunque persona a prescindere dal sesso. Il consiglio che si dà in questi casi è quello di non etichettare per forza la pulsione o il sentimento che si prova e vivere i rapporti e le relazioni con la massima naturalezza, lasciandosi trasportare dall’istinto, dalle proprie sensazioni ed emozioni.

La sessualità personale va ascoltata e compresa in prima persona e nessun “esperto” potrà mai stabilire che tipo di sensibilità ha un soggetto, proprio perché è soggettiva. Generalmente il discorso finale è quello di non farsi troppe domande e comportarsi come suggeriscono il proprio corpo, cuore e cervello.

Solo sperimentando, facendo esperienza, concedendosi il tempo per capire se stessi si arriva alla conclusione: chi è bisessuale, a un certo punto, lo scopre, se ne rende conto e lo accetta con estrema naturalezza, perché la bisessualità è naturale e fisiologica come l’etero e l’omosessualità. Né più né meno.

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