Astinenza sessuale maschile e femminile: cosa accade al nostro corpo?

C’è chi sostiene che l’astinenza sessuale sia una virtù e una buona cosa eticamente parlando, chi invece dice che una vita sessuale attiva sia propedeutica non solo al buon umore ma anche alla salute fisica e al benessere generale.

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Quando si fanno discussioni di questo tipo, generalmente, si finisce col dire la solita frase: “ognuno ha i suoi punti di vista”. Frase che vale, sicuramente, per moltissimi argomenti ma non per questo. Infatti, sia a livello medico che a livello psicologico-psichiatrico, è scientificamente comprovato che una lunga astinenza sessuale faccia male. Porta non solo svantaggi a livello comportamentale ma ha anche ripercussioni sulla salute.

astinenza sessuale femminile

La sessualità è un bisogno primario

Partiamo da un presupposto. Sebbene la cultura occidentale cerchi, da secoli, di presentarci il sesso come “un vizio”, non è così. La sessualità, che include principalmente la funzione riproduttiva e la perpetrazione di tutte le specie animali, uomo incluso, è un bisogno primario. Cosa si intende? I bisogni primari dell’uomo sono quelle necessità fisiologiche senza le quali il corpo umano non potrebbe sopravvivere in salute. Ecco quali sono:

– respirare;
– mangiare;
– bere;
– espletare le funzioni corporali;
– dormire;
– socializzare;
– la sessualità.

I nostri avi, che hanno permesso l’evoluzione dell’umanità, vivevano in condizioni di estrema semplicità. Questi bisogni erano quindi assolutamente imprescindibili. Ad oggi, alcuni di essi sono diventati quasi dei “vizi”.

Per esempio: in tempi molto arcaici era importantissimo mangiare più possibile. Questo perché la scarsità di cibo poteva portare a periodi di digiuno anche molto prolungati. Perciò era necessario nutrirsi molto quando si trovava di che cibarsi per poi poter attingere dalle riserve caloriche in momenti di carestia.

Attualmente, invece, i medici non fanno altro che ripeterci che la morigeratezza alimentare è una sana abitudine. Succede perché attualmente tutti noi abbiamo a disposizione una quantità illimitata di cibo e si tende ad esagerare.

La stessa cosa è successa per la sessualità. Quella che era una funzione primaria, con uno scopo ben preciso ossia riprodursi, attualmente non è più considerata in quell’ottica. La sovrappopolazione ha del tutto distrutto quest’accezione originaria del sesso e questi è diventato qualcosa da fare e giustificare quasi come “proibita”.

Astinenza sessuale nell’uomo: cosa succede?

La prova provata che l’astinenza sessuale faccia male all’organismo la possiamo avere semplicemente osservando come si comporta il corpo maschile.

Un uomo, dopo diversi giorni di astinenza, eiacula anche senza il suo volere. Succede nella notte o durante le prime ore del mattino. In questa fase del sonno, infatti, l’attività onirica (i sogni) sono più vividi e chiari. Proprio mentre sogna, l’uomo può eccitarsi sessualmente fino al punto di raggiungere l’orgasmo e l’eiaculazione.

Questo meccanismo non è casuale ma è attentamente programmato dal cervello. Se un maschio non fa sesso, o quantomeno non si masturba, per alcuni giorni, il suo cerebro lo obbliga a farlo. Succede per evitare che l’astinenza sessuale provochi dei rischi per la salute maschile.

Quali sono i rischi per la salute maschile durante un lungo periodo di astinenza sessuale?

la produzione di spermatozoi è giornaliera. Tutti quelli che non fuoriescono dai testicoli con una naturale eiaculazione, stagnano nei canali e lentamente muoiono. I batteri prodotti dalla decomposizione degli spermatozoi possono provocare infezioni anche gravi, nonché gonfiori, fastidio e prurito;
a causa degli spermatozoi stagnanti possono insorgere problemi di minzione;
le infezioni prodotte dagli spermatozoi che terminano il ciclo vitale possono raggiungere la prostata, aumentando il rischio di infezioni locali che, se non ben curate, possono rappresentare un fattore ulteriore di rischio per il tumore prostatico;
i nuovi spermatozoi prodotti possono essere compromessi da quelli stagnanti, perdendo vitalità e intensità. Le statistiche dicono che, in molti casi, uomini ritenuti poco fertili hanno maggiori possibilità di fecondare durante il secondo rapporto sessuale avuto entro 24 ore dal primo. Questo proprio perché gli spermatozoi appena prodotti sono più vitali, veloci, efficienti;
si produce meno testosterone e questo può influire sulla densità ossea, sulla qualità della muscolatura e sull’efficienza del metabolismo.

A livello psicologico, invece, un uomo che pratica l’astinenza sessuale o che evita di vivere una sana vita intima o di autoerotismo, può incorrere in:

insicurezze, che portano ad ansie e, di conseguenza, perdita della capacità di una buona erezione;
depressione e senso di “mancanza affettiva”;
crisi di panico nel momento in cui si approccia nuovamente a una donna;
eiaculazione precoce o anorgasmia nei primi rapporti sessuali avuti dopo lunghe astinenze;
perdita progressiva della performance sessuale.

L’astinenza sessuale femminile: quali sono i rischi?

Le donne sono esenti dai rischi dell’astinenza sessuale? Assolutamente no. Diciamo che, nella donna, non esiste un meccanismo di protezione come nell’uomo che, come abbiamo visto, a un certo punto eiacula spontaneamente anche senza desiderarlo. Tuttavia, anche la donna può incorrere in problematiche di tipo psicofisico se si priva di una sana e gioiosa attività erotica o auto-erotica.

I rischi dell’astinenza sessuale femminile:

minor produzione di estrogeno. Questo comporta, in giovane età, il peggioramento di problematiche come l’acne, la seborrea e la perdita di capelli, tutti problemi tipicamente maschili, colpa del testosterone. Se l’estrogeno, che dovrebbe bilanciare l’ormone maschile, viene a mancare, ecco che anche le ragazze possono trovarsi a dover combattere con queste conseguenze poco piacevoli;
maggior produzione di prolattina, un ormone che le donne producono naturalmente in tutti i periodi della vita in cui non è indicato fare sesso. Questo accade per spegnere il desiderio femminile laddove non ci siano le condizioni giuste per farlo: gravidanza e allattamento, tendenzialmente. Durante una lunga astinenza, il cervello femminile “registra” il dato che non sia un periodo giusto per fare sesso e manda segnali all’ipofisi per stimolare la produzione di prolattina. L’eccesso di questo ormone spegne il desiderio. Ecco perché le donne che non fanno sesso per molto tempo, in genere, perdono sempre di più la voglia di farlo;
perdita di tono dei muscoli del pavimento pelvico. Anche se molti sorridono di questa cosa, in realtà è proprio vero. Le donne che non hanno una regolare e costante vita sessuale tendono a perdere la tonicità vaginale. Quelle che invece hanno rapporti con cadenza almeno bisettimanale hanno vagine più strette e toniche. Del resto, fare sesso può essere considerata una ginnastica e, come tutti i muscoli, anche quelli della vagina tendono a restare tonici se allenati e a perdere trofia se trascurati.

L’astinenza sessuale è quindi pericolosa?

Dire che l’astinenza sessuale sia pericolosa per la salute è eccessivo. Tuttavia, medicalmente parlando, non avere una vita sessuale attiva in età adulta e riproduttiva non è ritenuto un comportamento sano. Questo soprattutto a livello psicologico.

Quando un individuo decide, a tavolino, di privarsi volontariamente della propria sessualità (intesa anche come masturbazione) ci sarebbe sempre da indagare il suo trascorso psicologico per capirne eventuali problematiche.

Tutti gli esseri umani adulti hanno pulsioni sessuali, chi più chi meno. Se qualcuno decide di ignorarle, o addirittura entra nel complesso discorso del “volersi punire privandosi del sesso”, è consigliabile parlarne con il proprio medico di base che, sicuramente, consiglierà un consulto con un sessuologo o uno psicologo.

Spesso, dietro queste prese di posizione, ci sono sofferenze dell’anima e traumi non risolti piuttosto importanti. Un altro motivo per cui molte persone decidono scientemente di astenersi dal sesso è per paura. Esperienze negative possono influire malamente sul modo di vivere la sessualità. Anche in questo caso, la maniera più giusta di affrontare il problema e uscirne è quella di rivolgersi a uno specialista in psicologia o sessuologia.

Infine, c’è chi si astiene per un periodo o per tutta la vita a causa di retaggi culturali o convinzioni religiose. In questo caso, naturalmente, non c’è altro da fare che rispettare la scelta, sulla quale nessuno ha diritto di proferire giudizio o parola.

Questo può valere per tutti coloro che “fanno un fioretto”, per gli uomini e le donne di Chiesa, per chiunque pensi di onorare il proprio culto sacrificando un aspetto piacevole della vita come la sessualità. Sono scelte assolutamente rispettabili e inopinabili, talmente delicate e personali da non poter essere in alcun modo giudicate da nessuno al mondo.

A parte questo caso limite, comunque, la conclusione è una sola, supportata dal mondo medico e scientifico: la sessualità fa parte dell’uomo e della donna. Privarsene non è consigliabile mentre, viverla con assoluta naturalezza, sia in coppia che da soli, fa bene alla salute e alla psiche.

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