Asessuali: si può vivere senza pensare al sesso ne praticarlo?

Oggigiorno emergono sempre più filosofie di vita che prevedono l’esclusione totale delle pulsioni sessuali dalla propria vita. Pensiamo a coloro che si fanno chiamare “asessuali”, spesso ignorando che lo stesso termine viene utilizzato, in psicologia, anche come aggettivo di rafforzamento per alcuni disturbi della sfera comportamentale che, infatti, prevede anche il rifiuto della sessualità.

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Anche molti Vip si vantano, in trasmissioni televisive o rilasciando interviste, di essere casti da molto tempo e affermano che questa scelta abbia ripristinato in loro valori che avevano dimenticato o tralasciato. Quanto c’è di vero in questi discorsi? Vivere senza sesso è sano? Se sì, quando? Se no, perché? Cerchiamo di fare chiarezza!

Il sesso è fisiologico

Si nasce e, come primo stimolo alla vita, si provano la fame, la sete, il freddo. Ma non solo. Per il neonato, ad esempio, l’immediato contatto “pelle contro pelle” con la madre è fondamentale. Stabilisce un legame, rassicura ma innesca anche il primissimo meccanismo psicologico della vita, attivando recettori neuronali deputati alla decodificazione dei sentimenti e delle sensazioni.

Man mano che si cresce il piacere fisico del bambino attraversa diversi step: le carezze e i massaggi dei genitori, l’allattamento, l’acqua calda del bagnetto, la suzione del ciuccio o dei giocattoli appositi. Fino ad arrivare, in età puberale, alla scoperta della masturbazione. Il godimento fisico, in tutte le sue sfumature, è quindi una cosa insita nell’essere umano, che nasce con lui.

I bambini che per disparati motivi non vengono messi tra le braccia della mamma appena nati subiscono un trauma, spesso riscontrabile in alcuni atteggiamenti riscontrabili nelle prime settimane di vita: pianto inconsolabile senza motivo, difficoltà nell’addormentarsi, rifiuto del seno.

Così come, i bambini poco coccolati, poco abituati al contatto fisico, tendono a diventare adulti insicuri, complessati, con scarsa autostima e spesso anche disinteressati ai piaceri della vita quali cibo e sesso. Non a caso, l’anoressia in età adolescenziale, è spesso correlata con un pessimo rapporto tra adolescente e madre, o padre.

asessuali si può stare senza fare sesso?

Quando il sesso non interessa

Detto questo, è molto facile intuire che una persona sana, fisicamente e psicologicamente, non può rifiutare o provare disinteresse totale per il sesso.

Certamente, ognuno è un individuo unico. Quindi, alcune persone gradiscono maggiormente l’attività sessuale e non potrebbero mai farne a meno, altre si sentono pienamente soddisfatte pur avendo pochi rapporti e contatti o semplicemente ricorrendo all’auto-erotismo.

Comunque tutti, chi più chi meno, riconoscono che il sesso sia fonte di piacere e che vada praticato in serenità e libertà. Quando questo non avviene, generalmente, alla base c’è un motivo che, in alcuni casi, può anche essere definito patologico.

Perché si perde, o non si ha, interesse verso il sesso?

I motivi dell’asessualità possono essere diversi.

Legati a una condizione patologica fisica: disturbi ormonali, metabolici, neurologici, assunzione di alcuni farmaci che possono abbattere la libido. Ad esempio, alcune cure per l’ovaio policistico, le pillole anticoncezionali molto cariche di progesterone, l’insulina per i diabetici e molti ansiolitici influiscono negativamente sulla percezione del desiderio sessuale.
Paura del sesso, a causa di traumi, violenze subite o brutte esperienze.
Brutto rapporto con se stessi, con il proprio corpo, scarsa autostima.
Terrore degli altri e dei sentimenti, spesso innescato in persone che non si sono sentite amate durante l’infanzia.
Sindromi ossessivo-compulsive in cui si vuole mantenere costantemente il controllo di tutto, visto che durante il sesso è inevitabile perderlo e lasciarsi andare al puro istinto e all’emozionalità.
Convinzione, spesso dottrina di un’educazione molto rigida, che fare sesso sia “una cosa sporca” e, di conseguenza, evitandolo si riesca a dare più spazio ai veri valori della vita, alla spiritualità.

Perché l’asessualità non è mai da ritenersi normale?

Come abbiamo appena visto, le persone cosiddette “asessuali“, molto raramente scelgono di vivere senza fare sesso per una convinzione personale, ragionata e razionale. Quasi sempre la loro scelta è influenzata da altri elementi, esterni alla propria volontà o al proprio ragionamento.

Nel caso in cui il disinteresse per la sessualità sia dato da una patologia fisica o dall’assunzione dei farmaci, è possibile ripristinare la situazione curando appunta la malattia che la scatena o, semplicemente, discutendo con il medico specialista la possibilità di cambiare il principio attivo della cura o i suoi dosaggi.

In tutti gli altri casi, il totale disinteresse verso il sesso, andrebbe indagato nel corso di un percorso di psicoterapia, perché quasi sempre nasconde motivazioni e disagi profondi che non solo non permettono di vivere serenamente la sessualità ma che, spesso, influiscono negativamente anche sulla qualità della vita.

Vivere senza fare sesso si può?

La risposta è: “certamente sì”. È assolutamente possibile vivere senza fare sesso ma è bene prendere atto del fatto che privarsi di una parte così fondamentale della vita rappresenta una sorta di “punizione” che ci si dà. Una possibilità che ci si toglie.

E i motivi per cui si agisce in questo modo sarebbe utile e interessante capirli, scoprirli, sottoporli a un giudizio razionale, scevro da pregiudizi, dottrine educative, convinzioni su se stessi troppo critiche e sbagliate.

Spesso, l’asessualità coincide anche con l’anaffettività. Tipica di chi non ha avuto la fortuna di nascere e crescere in un ambiente amorevole. Le persone anaffettive sono, in sostanza, incapaci di provare, o quantomeno di riconoscere, i sentimenti.

Questo le porta a non riuscire a intrecciare rapporti soddisfacenti. Non parliamo solo di sesso ma anche di amore, relazioni, amicizie, parentele, colleghi. Sono spesso individui giudicati cinici, freddi e, di fatto, si trovano spesso a dover fronteggiare la bestia della solitudine senza nemmeno capire come mai non riescano a socializzare come tutti gli altri.

Ecco perché è importante affidarsi a uno psicologo esperto anche in sessuologia, in grado di dipanare la matassa e trovarne il bandolo, andando a lavorare su quelle che sono le cause che portano a rifiutare il sesso e l’amore, due ingredienti fondamentali per una vita felice.

Esiste qualcuno a cui non piace il sesso?

Ebbene, la risposta è sì. Fermo restando che, nella stragrande maggioranza dei casi, le persone asessuali hanno, di base, un disagio che impedisce loro di godere dei piaceri del sesso, esistono anche individui che, pur essendo perfettamente sani fisicamente ed equilibrati psicologicamente, non amano il contatto e la sessualità.

Sono una piccola minoranza ma è possibile che il sesso non piaccia senza che questo significhi che ci sono delle problematiche di fondo.

Se ci si accorge di far parte di questa categoria di persone è importante accettarlo come una caratteristica personale e cercare di far sì che questo gusto personale non infici la possibilità di vivere comunque una vita piena.

Questo comporta informare subito un eventuale partner della propria asessualità, in modo da non iniziare storie coinvolgenti a livello sentimentale per poi vederle fallire a causa del rifiuto sessuale.

Esistono moltissime coppie felici, che vivono rapporti pieni e totalmente soddisfacenti pur avendo scelto di non praticare nessun tipo di arte amatoria. L’importante, come sempre, è la sincerità reciproca e il dialogo profondo e schietto.

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